La grande manipolazione culturale creata dalla fine degli anni '60 è quella per cui l'economia debba essere rimessa alla famosa "mano invisibile" di Adam Smith, piuttosto che alle coscienti scelte del regolatore politico. Tutta la ricostruzione post-bellica e le Costituzioni da cui essa è partita, è invece il rifiuto di questa falsità, dietro cui in realtà si cela la legge del più forte. Oggi, è con il termine liberalizzazione che si vende questa legge, a tutto dispetto della crescita dell'economia fisica e di un ordine più giusto.



mercoledì 29 agosto 2012

Aeroporto di Firenze: Oliva col MagLev guarda al domani!

E' evidente che il consigliere comunale del Pd di Prato, Nicola Oliva, ha una visione politico-economica che guarda non solo all'oggi, ma anche al domani. La sua proposta di un collegamento per un treno a levitazione magnetica tra Firenze e Pisa, passando per Prato, sarebbe capace di rivoluzionare l'intera piattaforma economica toscana, e fungere da ponte di sviluppo per l'Italia intera. La proposta De Zordo di un collegamento AV Firenze-Pisa – comunque più realistica, viste le resistenze dei Comuni interessati, di quella governativa per l'ampliamento dell'aeroporto di Firenze – rappresenterebbe un semplice collegamento di mobilità. Diversamente, la proposta Oliva, che lo scorso anno fu tecnicamente presentata a Prato dall'ing. Effenberger, dimostrando tutta la sua superiorità per efficienza e sicurezza rispetto all'AV, rilancerebbe la vocazione industriale della Toscana, creando un indotto tecnologico-scientifico, universitario, manifatturiero, che solo i grandi progetti, per quanto apparentemente utopici sul momento, sono in grado di mettere in moto. Parafrasando Victor Hugo, potremmo ricordare che l' (apparente) utopia di oggi è la realtà di domani. Oliva, evidentemente, vede già oggi ciò che i più avranno forse il coraggio di nominare tra trent'anni.

Claudio Giudici
Presidente Uritaxi Toscana

sabato 11 febbraio 2012

Caro Passera, i sindaci dimostrano di esser più “tecnici” delle authority!

Che si sia di fronte ad un attacco nei confronti della politica è evidente.
Siamo infatti al secondo capitolo di quella stagione che nei primi anni '90 portò all'eliminazione di un'intera classe dirigente, per interdire ogni tentativo di resistenza della politica ad un processo di parassitaggio dell'economia nazionale da parte di una serie di interessi finanziari nazionali ed internazionali. Solo all'interno di tale quadro possiamo comprendere le reali motivazioni della affermazione del Ministro Passera per cui sarebbe opportuno “sollevare il sindaco dall'onere di decidere l'ampliamento del numero di licenze dei tassisti”. Gli addetti del settore, infatti, non comprendono le ragioni di una tale affermazione che risulta evidentemente ideologica o portatrice di secondi fini (la destrutturazione del settore, di modo da renderlo facile preda di nuove operazioni di parassitaggio da parte degli squali della finanza). Le parole del Ministro, tra l'altro, mal celano l'idea di inferiorità della politica, delle istituzioni democratiche, degli eletti, rispetto a poteri cosiddetti indipendenti e tecnici. Se l'esser tecnici ed indipendenti si manifesta come fatto dall'Antitrust con la sua recente segnalazione del 5 gennaio 2012, dove (pagg. 68-69) in merito al servizio del trasporto pubblico non di linea (taxi ed n.c.c.) afferma che gli n.c.c. non ne farebbero parte, che un lavoratore tassista non possa avere più di 4 (quattro) licenze – quando in realtà non può averne più di una – , e che il rapporto taxi/abitanti sarebbe “nettamente inferiore a quello delle principali città europee di dimensioni analoghe” (quando invece Milano e Roma hanno un rapporto taxi/abitanti tra i più alti d'Europa), è evidente interrogarsi sulla reale necessità di quello che sicuramente sarà l'ennesimo costoso “poltronificio” di cui nel merito e nel metodo non se ne avverte il bisogno. Infatti, al di là dei luoghi comuni a cui un tecnico come il Ministro Passera non dovrebbe abbandonarsi, quell'istituzione democratica che chiamiamo “Sindaco”, visti i dati, ha dato ampia prova di andare oltre le pretestuosamente temute pressioni di parte.

Claudio Giudici
Presidente Uritaxi Toscana

mercoledì 4 gennaio 2012

La lettera inviata e ripresa dal Financial Times

Monti sarà sconfitto da democrazia, verità e coscienza, più che dai tassisti!

Egr. dott. Giugliano,
quella che viene descritta come una fase di “resistenze” di un sistema di corporazioni, è più propriamente da intendere come l'appassionato tentativo di vere e proprie forze di resistenza democratica alla completa trasformazione dell'Italia da repubblica a oligarchia. Tassisti, farmacisti, edicolanti, negozianti, sono prima che dei lavoratori dei cittadini che godono ancora di un diritto di voto, e che fanno pressione su un sistema che – nonostante il “congelamento” del processo di individuazione della premiership da parte di una serie di forze nazionali ed internazionali – passa ancora per il Parlamento e per l'elettorato passivo di cui queste persone ancora godono. Questo è il primo ostacolo ad un disegno neo-liberista che mira a mettere il Paese, nelle sue articolazioni economiche, produttive e distributive, pubbliche o parcellizzate tra una moltitudine di cittadini, nelle mani di un'oligarchia finanziaria che spadroneggia sul Paese da almeno il 1992 (anno dei famosi accordi del “Britannia”).
Il secondo ostacolo che sta incontrando Monti è la verità. Tutti i cittadini-lavoratori sopra citati si stanno mobilitando per far comprendere ai propri concittadini che la campagna mediatica messa in campo, non dice la verità. Proprio perchè i vari talk-show televisivi e radiofonici non danno spazio al contraddittorio – o lo limitano fortemente, rendendolo un accidente – le associazioni di rappresentanza ed i lavoratori in prima persona, stanno dando luogo ad un vero e proprio sistema informativo parallelo attraverso l'uso dei social network, volantinaggi, passaparola.
Il terzo ed ultimo ostacolo per Monti è rappresentato da quella qualità ontologica propriamente umana che si chiama coscienza. Questa è il mare dentro cui il fiume della verità trova sbocco: lo trova in diversi parlamentari, in alcuni giornalisti, in molti concittadini.
Dunque, non è chissà quale magica forza dei tassisti a fermare Monti, ma questo mix di democrazia, verità e coscienza che sta impedendo al Paese di esser definitivamente – ed inutilmente – messo nelle mani degli squali della finanza!
Claudio Giudici
Presidente Uritaxi Toscana

giovedì 8 dicembre 2011

Spegnere subito il fuoco appiccato dai banchieri o andrà a fuoco tutto!


Oltre le apparenze, la deregolamentazione (liberalizzazione dicono per renderla vendibile) del trasporto pubblico non di linea è stata avviata con la manovra Monti. Non vederla sarebbe da ingenui. Non siamo di fronte ad una liberalizzazione radicale come previsto nella versione originaria della bozza di manovra. Più tatticamente, il Governo ha avviato un processo che è facile pensare si svilupperà su due momenti: 1) quello attuale dove viene strutturato il contenitore formale che consente ai grossi gruppi di entrare nel settore; 2) uno modulare, dove si lascia al "mercato" la possibilità di riempirlo, ma laddove non ce la faccia da sè, saranno sempre possibili nuovi interventi di maggior deregolamentazione. L'importante, per il Governo, è buttare giù il muro rappresentato dai cardini della legge quadro 21/1992, che ha consentito di rendere il servizio taxi italiano, come comprovato dalle più recenti indagini a riguardo (Ubs 2009, Fia 2011), tra i migliori d'Europa per qualità, efficienza, economicità, democraticità dell'organizzazione lavorativa (il settore è difatti tra i pochi, o l'unico in Italia, che in sostanza sia ad “azionariato” dei lavoratori), impedendo ai grossi interessi finanziari la possibilità di entrarvi e controllarlo.

Cosí, per cominciare, l'art. 34 della manovra scardina alcuni pilastri della normativa del trasporto pubblico non di linea: elimina il principio di territorialità (sarà l'anarchia a cui seguirà un generale abbassamento della qualità del servizio e con particolari effetti negativi per l'utenza delle zone periferiche); consente a qualsiasi forma giuridica la possibilità di entrare nel settore (in potenza ed in prospettiva, anche società di capitali); apre forti dubbi in materia di tariffazione minima; apre forti dubbi circa una liberalizzazione delle autorizzazioni n.c.c., imputando un ruolo di filtro all'Authority sulla concorrenza e sottoponendo il settore ad un grado d'incertezza non tollerabile per nessuna attività d'impresa.

Oltre ogni dubbio, la manovra esclude dalla deregolamentazione i servizi finanziari e quelli di comunicazione, e le libere professioni (già colpite dalla manovra del precedente Governo); allo stesso modo, non esclude peró il trasporto pubblico non di linea.

Si pone un problema più ampio di coordinamento complessivo tra le due manovre (l'attuale e l'ultima del precedente Governo) che dovrà essere risolto, molto probabilmente, in sede di conversione del decreto.

In sostanza, hanno appiccato il fuoco alla casa e sarebbe da sciocchi dire: "Tranquilli, prende fuoco il primo piano; noi siamo al secondo!".

Alla luce di ciò, è bene non sottovalutare la gravità del processo messo in atto. Il clima politico e sociale impone un altissimo livello di guardia da parte di tutti i lavoratori del settore e delle loro organizzazioni rappresentative, attraverso il ricorso ad ogni democratica forma di manifestazione del dissenso finchè non sarà ottenuto il ripristino totale delle regole vigenti sin ora nel settore del trasporto pubblico non di linea (taxi ed n.c.c.).

O spengiamo subito il fuoco appiccato dai banchieri o andrà a fuoco tutto il settore!

Claudio Giudici
Presidente Uritaxi Toscana

mercoledì 12 ottobre 2011

L'Autorità “indipendente” dei trasporti: costose poltrone che svuotano la democrazia

Sotto il titolo-maschera di “Progetto delle imprese dell'Italia”, Confindustria, Abi (le banche) ed Ania (le assicurazioni) stanno continuando a capeggiare un movimento che di manifesto in manifesto mira ad importare definitivamente in Italia quel disegno che metterebbe l'economia italiana e la nostra democrazia sotto il controllo di una ristretta élite che da anni contribuisce ad impoverire l'intera società italiana, assecondando quei distruttivi processi che vanno registrandosi in modo anche più radicale fuori dai nostri confini.

A questo manifesto aderiscono anche l'Alleanza delle cooperative italiane e, attraverso il blocco di Rete Imprese Italia, Casartigiani, Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confesercenti, lanciano un manifesto che propone: riduzione della spesa pubblica e riforma delle pensioni, riforma fiscale, cessioni del patrimonio pubblico, liberalizzazioni e semplificazioni ed infrastrutture ed energia (quest'ultimo punto dovrebbe essere il primo perchè elemento di base per ogni sana economia!).

Per quanto ci riguarda più nello specifico, ossia le liberalizzazioni, la proposta truffa lanciata da questo manifesto è quella dell'istituzione di un'Autorità indipendente dei Trasporti. La proposta è tanto strumentale ed incoerente con la complessiva visione d'insieme, da lasciare interdetti.

Infatti, da un lato si richiede la riduzione dei costi della politica, ma dall'altro si chiede la nascita dell'ennesima Autorità “indipendente” che costerebbe qualche milione di euro ai contribuenti (si pensi all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che solo per i 5 membri del collegio direttivo ci costa oltre 2 milioni di euro). Ma la proposta è incoerente anche dal non secondario punto di vista del crisma democratico che istituti di tal genere hanno.

Da più pulpiti, anche le rappresentanze aderenti a questo manifesto, hanno denunciato l'assenza in Italia di una legge elettorale “democratica” per il Parlamento, dove dei poco democratici nominati sostituirebbero dei ben più democratici eletti: da qui, anche secondo loro, la necessità del ritorno alle preferenze. Poi però, quando si tratta di scelte sostanziali per il governo dell'economia, pensano bene di ricorrere ad una Autorità “indipendente”: indipendente dal corpo elettorale ma non certo da quei ristretti interessi che, finchè il voto sarà di uno per testa e non in base al censo (!), possono avere molta più capacità di pressione su organismi tecnici piuttosto che su organismi politici!

Insomma, questa trappola dell'Autorità “indipendente” dei Trasporti non è altro che il solito modo per consentire di trasferire il controllo di questo settore economico da forze politiche democraticamente elette a tecnocrati ubbidienti a noti interessi finanziari.

Claudio Giudici
Direzione nazionale Uritaxi

giovedì 7 luglio 2011

Cgil converrà con noi che allarmare inutilmente i tassisti sia meschino

Rispondo al documento di Unica taxi Cgil che mi tira in ballo in relazione al nostro comunicato “tranquillizzatorio” relativo alla fantomatica liberalizzazione del settore. Invero, da parte nostra non ci siamo riferiti espressamente ad essa, non avendone gli elementi. Tuttavia, excusatio non petita accusatio manifesta.


Secondo Unica taxi Cgil non vi sarebbe stata alcuna disinformazione ed il nostro documento sarebbe comprensibile solo alla luce della “venerazione” che il sottoscritto avrebbe per Tremonti.

Procediamo per gradi.

Il problema è stato che i colleghi, iscritti e non ad Uritaxi, ci hanno inondato di telefonate allarmate per una presunta liberalizzazione di cui la bozza di manovra finanziaria non parlava e di cui si andava parlando in piazza. Come fatto subito presente ai colleghi, la bozza parlava esplicitamente di “professioni”e dunque non poteva riguardarci, perché non rientriamo tra il novero giuridico delle professioni. Non è un caso che la bozza di manovra precisasse quali professioni ne fossero escluse (avvocati, architetti, commercialisti, farmacisti, autotrasportatori ed altre); non a caso tutte professioni obbligate alla tenuta di un albo (sì esiste anche l'albo degli autotrasportatori!).

Ma allora il Presidente nazionale Uritaxi Loreno Bittarelli – visto che questo Unica Taxi Cgil precisa – perchè aveva convocato il Parlamentino taxi? Perchè lui quel giorno si trovava lontano da Roma, ed era anch'egli stato colto da una caterva di telefonate che gli dicevano che qualcuno in piazza stava facendo il birbone diffondendo allarmismo tra i colleghi. Pur rilevando sin da subito che la bozza di manovra finanziaria, parlando di “professioni”, non ci riguardava, onde evitare equivoci interpretativi, ha ritenuto importante levar il vin dai fiaschi e convocare un Parlamentino in materia. Ma già il giorno dopo, con documento datato 1 luglio, Bittarelli comunicava:

Cari Colleghi, abbiamo sicuramente fatto bene ad attivarci per approfondire i contenuti e monitorare gli sviluppi della manovra finanziaria 2011 in approvazione del Consiglio dei Ministri, ma come noi sostenevamo sin dall’inizio, le abrogazioni delle restrizioni all’accesso delle professioni riguardano, come del resto era scritto sulla bozza, “le professioni previste dall’Ordinamento vigente” che quindi non c’entrano nulla con i taxi e gli ncc, perché le “libere professioni” sono quelle regolamentate attraverso un Ordine. Sempre alle stesse professioni erano quindi da riferire le doppie sedi e quant’altro. Era quindi corretto non creare in Categoria inutili allarmismi o strumentalizzazioni di pura natura politica, anche perché si trattava soltanto di una bozza di decreto che sarebbe dovuta passare con i vari emendamenti prima all’approvazione del Consiglio dei Ministri, poi al Senato e poi ancora alla Camera.”

Quindi, io convengo con Bittarelli che si è trattato eccome di disinformazione e strumentalizzazioni! In ogni caso Unica Taxi Cgil converrà sicuramente con noi sul fatto che allarmare la categoria e giocherellare con la rabbia e le paure di chi lavora, non sia il giusto modo di operare per nessun organo di rappresentanza.

Su Tremonti si rischia di fare accademia. Il partito dei liberisti è trasversale come dice Unica Taxi Cgil? Può essere, ma è sofistico affermare ciò. Cerchiamo piuttosto di comprendere dove sia dominante … Tuttavia, per chiarezza, non esistono garanzie a vita in materia, perchè come Unica Taxi Cgil sa bene, siamo dentro un macro-processo guidato dalla finanza internazionale, che mira a schiacciare ogni tentativo protezionistico delle economie nazionali. Ciò che resta a noi cittadini è la libertà di pensiero di cogliere la verità delle questioni: liberalizzare serve solo a trasferire in mano a grossi interessi speculativi degli assets dell'economia reale, che rappresenteranno il sottostante su cui creare strumenti finanziari utili a rifinanziare la bolla speculativa globale (che come vediamo anche solo con gli ultimi casi di Irlanda, Grecia, etc. sta esplodendo).

Claudio Giudici
Presidente Uritaxi Toscana

venerdì 8 aprile 2011

FOCUS SU NCC ABUSIVI O FUORI SEDE

"La Fondazione Caponnetto incuriosita dal numero elevato di vetture NCC provenienti da diverse realtà italiane si è interessata al problema. E' emersa la presenza di abusivi, e di NCC che provenivano da paesini fuori regione che in violazione alle norme di legge circolavano tranquillamente in ...città,senza alcun controllo delle tariffe. Tale fatto danneggia gli NCC di Firenze ed i Tassisti. Negli ultimi tempi i controlli sono aumentati." (Rapporto 2009, Fondazione Antonino Caponnetto)
A Roma il fenomeno è stato più volte ricostruito da inchieste mediatiche. Oggi ve n'è una anche su Milano:
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?13103

giovedì 7 aprile 2011

Trascrizione dell'informativa unitaria per la conferenza stampa di presentazione dell'UNIONE FIORENTINA TAXI

Buongiorno agli intervenuti.
Con questa conferenza stampa intendiamo comunicare alla Città, alle Istituzioni ed alla Stampa la nascita del nuovo organismo unitario di rappresentanza sindacale per il settore taxi fiorentino.
Esso si chiamerà UNIONE FIORENTINA TAXI e mira a configurarsi come l'organismo principale di rivendicazione, tutela e promozione dei diritti e degli interessi dei lavoratori del settore taxi.
La genesi che ha portato le quattro principali e storiche sigle sindacali del settore (per ordine alfabetico), Sitafi, Uil, Unica Cgil e Uritaxi, a questo passo, è caratterizzata dalla presa d'atto della maturazione in Italia, in Europa ed in generale nel mondo occidentale, di un pericoloso sentimento anti-sindacale ed anti-lavorista da parte delle cosiddette classi dirigenti.
In qualche modo, anche Firenze ci è parsa tutt'altro che esente dal diffondersi di questo virus, che niente di buono prospetta per il lavoro; lavoro che, non è evidentemente inutile ricordarlo, rappresenta insieme al lavoratore il perno sostanziale del nostro ordine costituzionale, visto che è il protagonista indiscusso dei primi articoli della nostra Costituzione.
In una società dove si tenta, invero con non pochi successi, di diffondere la malsana idea per cui le stelle polari a cui l'ordine politico-economico-sociale debba guardare siano consumo e consumatore (idee proprie del liberismo economico centrato sullo sfruttamento del lavoro a basso costo, le deregolamentazioni e le delocalizzazioni), avvertiamo il dovere di affermare che se non esiste – proprio come i nostri costituenti avevano compreso – la primaria tutela e promozione di lavoro e lavoratore, non può esistere alcun buon consumo e consumatore. Crediamo che a questo debba mirare l'ordine politico che ci siamo dati a livello nazionale e locale.
Le difficoltà che va incontrando il mondo del lavoro, riguardano ovviamente anche il settore taxi. Siamo di fronte ad una costante contrazione della redditività del lavoro, procurata dalla morsa della progressiva diminuzione della domanda di servizio (questo trimestre è stato segnato il record negativo) e dal continuo aumento dei costi d'impresa (ricordiamo a titolo d'esempio l'aumento del cosap del 40%, e l'aumento dell'indice dei prezzi per i trasporti del 4,1% secondo l'ultimo rapporto Confartigianato).
Tutto questo ci obbliga a superare le divergenze e le specificità – invero assolutamente minoritarie - di ogni singola sigla sindacale, ed a fare fronte comune partendo dai punti che rappresentano il nocciolo duro per ogni impresa taxi: la difesa della legalità, una viabilità sicura e snella, un costante avanzamento tecnologico del settore, la tutela dell'impresa taxi e la difesa dalla societarizzazione, il divieto del cumulo delle licenze, il contenimento del carico fiscale, l'efficiente gestione delle risorse d'impresa.
E lo facciamo costituendo un organismo che non è più solo sintesi delle organizzazioni costituenti (come era lo storico CUT) ma attraverso libere elezioni, in cui tutti i tassisti sono elettori e eleggibili, si crea uno strumento sindacale che diviene rappresentativo di tutto l’universo del tassismo fiorentino, che quindi non può essere indicato come una parzialità del settore ma diviene oggettivamente l’unico interlocutore sindacale per gli Enti locali, per le istituzioni, per altri vettori del trasporto pubblico locale.

L'industria taxi è un settore che fa gola a grossi apparati imprenditoriali oramai da qualche anno.
Proprio qui da Firenze contribuimmo più di altri a svelare il gioco che si celava dietro il tentativo di liberalizzazione dei taxi, ossia il suo progressivo trasferimento da un settore centrato su tante piccole imprese che fanno sistema grazie all'associazione cooperativistica (che ricordiamo è promossa dal nostro costituente) ad un più o meno ristretto oligopolio dei soliti gruppi finanziari nazionali ed esteri, che si stanno spartendo il paese (ed invero il pianeta) dalla metà degli anni '90, quando anche in Italia partì la sciagurata stagione delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni.
Noi, dunque, abbiamo ben chiaro chi sia il nostro nemico e come questo agisca, grazie ai suoi molteplici tentacoli:
1- la primazia della forza finanziaria;
2 - la disinformazione prodotta da taluna stampa controllata;
3 - l'asservimento di taluni politici.

Abbiamo accennato alle difficoltà che in questo momento incontra il settore ed abbiamo fatto riferimento alla morsa dell'aumento dei costi d'impresa e della contrazione della domanda di servizio.
Alla luce di ciò rinnoviamo all'Amministrazione fiorentina le nostre legittime istanze:
1 – nel 2010 l'inflazione del settore trasporti è stata del 4,1% (all'incirca il doppio di quella sui prezzi generali al consumo): il carburante ha avuto aumenti a due cifre e l'Amministrazione stessa non ci ha aiutato con quell'insensato carico come il cosap che viene a gravare su un servizio pubblico che per obbligo e non per scelta ha degli spazi di sosta. A questo proposito ricordiamo all'Amministrazione ed in particolare all'Assessorato allo sviluppo economico che è scaduto in questi giorni quell'aggiornamento Istat della tariffa (riconosciuto ad ogni lavoratore di qualsiasi settore) che da tre anni, per senso di responsabilità, la categoria tiene fermo, che non rappresenta come si è voluto vendere all'opinione pubblica un aumento della tariffa, ma un recupero in costante deficit su costi d'impresa che aumentano a velocità tripla (si rifletta appunto sul dato che per un triennio ci spetta per regolamento comunale un aumento tariffario di circa il 5%, mentre per un solo anno l'aumento dei costi di settore è stato come già detto, almeno del 4,1%).
Dunque, possiamo legittimamente porre la questione di un adeguamento in quanto la situazione dei costi sta precipitando.
Per inciso, in relazione al calo di lavoro che si sta accentuando nel primo trimestre 2011, dopo un trend di stabilizzazione – pur nel ribasso – avutosi nel 2010, ci chiediamo secondo quale raziocinio e senso del giusto, si possa minimamente pensare di ampliare ancora il numero delle aziende taxi o a modificare le ore di lavoro attualmente in essere se non nel quadro di sperimentazioni nella organizzazione del lavoro della categoria.

2 – Rinnoviamo l'attenzione sull'applicazione della normativa di settore, volta in particolare a tutelare utenti e lavoratori del trasporto locale da quelle forme di abusivismo perpetrate in modo sistematico da molti noleggi con conducente provenienti da fuori comune.
Ricordiamo casi già più volte denunciati: i noleggi con conducente devono sostare presso la propria autorimessa e non presso via Roma, via Calimala, di fronte agli hotel, alla stazione o all'aeroporto procacciando clienti in modo illegale; i noleggi con conducente, laddove siano fuori dalla propria autorimessa devono avere una specifica commessa di viaggio documentata secondo quanto previsto dalla legge quadro 21 del 1992 come rinnovata nel 2010.
Per ovviare ai fenomeni di truffa a danno dell'utenza, invitiamo ancora una volta l'Assessorato allo sviluppo economico a sensibilizzare gli albergatori per dare pubblicità alle nostre tariffe; altresì lo invitiamo ancora una volta a rendere più conoscibili le nostre tariffe soprattutto a favore dell'utenza turistica che è la più raggirabile, e nei cui confronti si gioca la grande partita dell'immagine e della credibilità della nostra industria turistica. Perchè non realizzare quello che è stato fatto ad esempio a Roma? Ci riferiamo ai totem informativi, ad un sito internet comunale che pubblicizza con precisione e trasparenza il servizio taxi, ed altro.
L'abusivismo e le truffe nel settore del trasporto persone sono fenomeni vivi e vegeti a Firenze, come ci ricorda anche la Fondazione Antonino Caponnetto, ma un muro di gomma lo nasconde con danni gravissimi per la nostra complessiva industria turistica.
Noi come settore taxi stiamo da anni lavorando su questo fronte, ma il grosso del problema, ci permettiamo di affermare con assoluta convinzione, non riguarda il settore taxi, ma altri vettori.

3 – Nel ribadire la necessità di un aumento della superficie stradale destinata a corsie preferenziali, un ringraziamento particolare e sentito va all'Assessorato alla mobilità, all'Assessore Mattei ed a tutta la sua squadra, per la competenza e l'umanità più volte dimostrate nel rivedere la viabilità cittadina.
Non sempre in questi mesi i risultati sono stati ottimali, ma questo lo imputiamo non tanto alle capacità dell'Assessorato quanto alla mastodontica difficoltà prodotta alla viabilità dalla pedonalizzazione del Duomo (positiva in sé stessa, ma con riflessi in termini di vivibilità delle aree circumnaviganti, assai deleteri per il quotidiano di tanti cittadini). Anzi, le soluzioni adottate ci hanno talvolta meravigliato per l'intelligenza e diremmo quasi la genialità.
Ci dà gioia e ci è dovuto, dunque, rendere in questa occasione pubblico merito a tutta la squadra dell'Assessorato alla mobilità.

4 – Infine, lo sviluppo dell'attività, concertato con l’Amministrazione e con l’azienda cittadina del trasporto pubblico locale è un altro spaccato delle nostre riflessioni e della nostra proposta.
Alcuni anni fa in sinergia con ATAF realizzammo una importante esperienza di servizio taxi integrato su particolari linee dell’azienda cittadina.
Perchè non pensare – anche criticamente, per migliorarla - a quella esperienza in un momento in cui il taglio delle risorse al TPL fa presagire pesanti ridimensionamenti nell’offerta di servizio da parte dell’azienda tramviaria.
Il taxi potrebbe essere sinergicamente utilizzato nelle fasce notturne, sulle linee deboli, su particolari servizi quali il trasporto ai cimiteri e alle cappelle mortuarie, od altri individuabili.
Ugualmente sono ulteriormente da sviluppare i servizi dedicati a particolari settori quali i giovani e gli anziani nonchè i portatori di handicap.
Altro tema da approfondire è il contributo che la flotta taxi può dare nell’area della ZTL.
Sono alcuni mesi che le relazioni sindacali tra la categoria e l’Amministrazione si sono raffreddate; noi non vogliamo aprire una diatriba filosofica sui metodi di confronto; a noi interessano le cose concrete, affrontare i problemi, cercare di risolverli, per il bene della Città e del servizio in modo primario, perchè il bene del lavoratore tassista è solo una proiezione di quel miglioramento.
La nascita di una nuova organizzazione unitaria rappresentativa di tutto l’universo della categoria può essere un incentivo a riaprire il confronto, un dialogo che noi auspichiamo.
E' con questo auspicio che concludiamo questa informazione ringraziando tutti gli intervenuti per l'attenzione dataci.

martedì 5 aprile 2011

TAXI: FIRENZE, NUOVO RECORDO NEGATIVO PER IL SETTORE

Firenze, 27 marzo 2010.
Dopo alcuni tenui spiragli di luce visti nel secondo semestre 2010, l'inizio del 2011 fa segnare per il settore taxi nuovi record negativi per la domanda di servizio.
Infatti, se il primo trimestre 2010 aveva portato storici record negativi, il primo trimestre 2011 segna livelli ancor più bassi di un ulteriore 3%. Ciò, anche conseguentemente al nuovo calo del turismo registrato a Firenze, è aggravato dal continuo crescere dei costi di gestione, con particolare riferimento a quello del carburante.
La categoria dopo tre anni consecutivi di crollo della domanda di servizio, richiama l'attenzione dell'Amministrazione comunale fiorentina, affinchè si adoperi per un sostegno concreto in aiuto del settore, adottando specifiche e strutturali politiche di rilancio.

L'Unione Fiorentina Taxi

martedì 30 novembre 2010

Tariffe taxi: la bomboletta fumogena di Nardella nasconde i nuovi record negativi di traffico

Ai cittadini si chiede la temperanza; agli amministratori si chiede la virtù; ed invece siamo alla volontà di potenza di Friedrich Nietzsche.
Il Vicesindaco Nardella prova a dettare l'agenda attraverso le pagine di Repubblica del sabato e della domenica (i giorni più letti) ed in tanti cadono nella trappola. Egli denuncia che i tassisti vogliono l'aumento delle tariffe. In giorni caratterizzati da un'esplosione del traffico senza precedenti, il Vicesindaco scatena una vera e propria guerra asimmetrica contro la categoria taxi: Nardella lancia il sasso, ed a ruota seguono le associazioni imprenditoriali a lui vicine. Il Presidente della Camera di Commercio di Firenze, Vasco Galgani parla di liberalizzazione del servizio. Nei giorni della crisi dell'Irlanda, la realtà più liberalizzata in Europa (insieme a Spagna e Gran Bretagna, non a caso anch'esse in piena crisi strutturale), non si capisce con quale livello di competenza si possano fare simili affermazioni.
Il pretesto dell'attacco di Nardella è rappresentato dall'ennesimo memorandum inviato all'Amministrazione, in cui si ricorda che a fine anno saranno già tre gli aggiornamenti tariffari Istat in sospeso (quattro sulle tariffe predeterminate) – non un aumento reale delle tariffe dunque, ma il parziale recupero della svalutazione reddituale generata dall'inflazione. Nardella parla di “richiesta inaccettabile in periodo di crisi”; tuttavia di questa crisi non si ricordò quando lo scorso anno le rappresentanze di categoria chiesero un alleggerimento dell'imposizione fiscale, ed invece si ritrovarono un aumento del c.o.s.a.p. del 40%. Ciò che è veramente inaccettabile è che con tanta disinvoltura si violi la legge, disconoscendo i diritti di chi lavora ed i fondamenti della rappresentanza sindacale: infatti Nardella non incontra più le rappresentanze sindacali del settore taxi, da quando si è deciso di impugnare la delibera sulle licenze “S”. Siamo a “la palla è mia e ci gioco io”, se la partita non va come ci si augura. Se cose di questo genere fossero state fatte da amministrazioni di centro-destra, si sarebbe parlato di deriva fascista.
Le problematiche che la pedonalizzazione del Duomo hanno generato alla Città, cominciano ad essere avvertite in tutta la loro portata. Purtroppo l'Amministrazione Renzi ha legato gran parte della propria immagine a questa iniziativa. Essa, per quanto bella, dopo 13 mesi di sperimentazione delle tratte dei mezzi pubblici – che doveva concludersi in 3 mesi –, è risultata di fatto non sostenibile per l'attuale livello infrastrutturale della Città. Si è riusciti con l'Amministrazione Renzi a peggiorare ciò che si pensava non peggiorabile: il traffico. La velocità commerciale è scesa a livelli record, e la fascia del traffico si è prolungata fino ad orari mai visti prima: intasamenti fino alle nove e mezza della sera. In attesa che infrastrutture come la tangenziale sotterranea nord-sud siano approvate e concluse, l'unico modo per conciliare le esigenze reali dei cittadini con quelle del turismo è una pedonalizzazione limitata alla sola giornata domenicale. Ma se l'Amministrazione farà come con il settore taxi, il problema reale verrà accantonato e sostituito da mere operazioni d'immagine.

Claudio Giudici
Presidente Uritaxi Firenze

giovedì 11 novembre 2010

Tiro al bersaglio

Ultimamente alcune rappresentanze di categoria sono uscite dal torpore che le contraddistingue e stanno continuamente attaccando e cercando di screditare Uritaxi ed in particolare Claudio Giudici. Credo, anzi sono certo, che Claudio si difenda benissimo da solo, però per ricordarlo ai più distratti volevo fare una cronostoria dell’operato di Uritaxi e di Claudio Giudici.

Come ben sapete Uritaxi nasce durante la manifestazione di Roma contro il decreto Bersani. Claudio, pur svolgendo tutt'altra attività professionale, venne invitato ad un tavolo di categoria che raccoglieva quasi tutte le principali sigle sindacali nazionali, per illustrare la sua contro-analisi allo studio-farsa della Banca d’Italia sul settore taxi. Quello studio fu determinante, nell'aggiungersi all'operato di Bittarelli e di tutti i tassisti italiani che parteciparono allo sciopero, perchè rappresentò quella base concettuale che non avevamo – altrimenti non vi sarebbe stato il bisogno di invitare Claudio a Roma – ; quello studio fu fatto girare tra giornalisti e politici, e fece cadere l'unanimità delle forze (in particolare di Rifondazione Comunista) a sostegno della liberalizzazione del settore da parte del Governo Prodi.

Veniamo adesso a quello che è stato fatto nella nostra Città:

1) Il comune di Scandicci voleva rilasciare 8 autorizzazioni ncc che avrebbero lavorato sicuramente a Firenze: grazie all’azione di Uritaxi, o meglio di Claudio, che è andato in Camera di commercio, si è fatto dare i dati sulle numerose aziende chiuse nell’ultimo biennio e li ha consegnati agli assessori del comune di Scandicci; così, le autorizzazioni ncc rilasciate sono state soltanto 2.

2) Sulle licenze “S” siamo sempre stati chiari e la nostra posizione è stata adottata da entrambe le cooperative, più per una sommossa di piazza che per condivisione della stessa.

3) Sul fronte ncc, abbiamo a livello locale ispirato la delibera comunale per la trasparenza delle tariffe (purtroppo applicata solo in piccolissima parte).

4) Sempre sul fronte ncc, avevamo ideato il “progetto internet” per aggirare la concorrenza sleale, convinto tutte le dirigenze che lo avevano votato (per ben due volte), ma poi esso si è trasformato, in una cooperativa in un piacevole sito web (ma non adatto al commercio elettronico), nell'altra cooperativa in un blog fermo al maggio scorso (!), ed un po' di soldi sprecati in pubblicità su internet.

5) Gli steward a stazione ed aeroporto, che per chi è “saggio” potevano rappresentare un modello operativo, sono invece stati immediatamente fatti saltare grazie ad ammonimenti e pretestuose polemiche, solo perché la scritta Uritaxi sulla pettorina dava fastidio o generava gelosie.

6) I risciò sono stati bloccati grazie alle nostre denunce a Comune, autorità, media, e all’azione di due nostri iscritti; oggi, grazie ad una nuova normativa di favore, ne circolano soltanto 4.

7) Le convenzioni fatte con carrozzeria, gommaio, legale e altre pronte per essere concluse.

8) La strutturazione di mezzi informativi per la categoria, come il bollettino nazionale Il Tassista e come i continui comunicati volti ad informare gli associati e la categoria.

9) Un modo trasparente di gestire il sindacato, grazie ad un costante lavoro di squadra, che prosegue l'opera iniziata da Walter Catanese: nell’ultima assemblea abbiamo presentato il bilancio e finanziato l'avvio della procedura tributario-legale per l'impugnativa del COSAP.

Sicuramente possiamo fare di più e possiamo fare di meglio; abbiamo sicuramente fatto degli errori e probabilmente ne rifaremo, tuttavia, lavorando contro-corrente sia sul fronte esterno alla categoria che su quello interno, a noi risulta difficile elogiare chi da anni vive nell’immobilismo e denigra chi ha destabilizzato degli equilibri decennali. Dimenticavo: nell’ultimo anno Uritaxi ha accresciuto del 70% i propri iscritti e questo a qualcuno dà tremendamente fastidio.

Barchielli Tiziano - Mosca 1 - Vicepresidente Uritaxi Firenze

giovedì 4 novembre 2010

Lettera al Sindaco Renzi

Firenze, 4 novembre 2010

Egr. Sindaco Renzi,
siamo ad avanzare ancora una volta una serie di richieste che riteniamo necessarie al miglioramento del servizio taxi, al rispetto della legge e dei diritti dei lavoratori.

1 – Già nel novembre 2010, dimostrammo alla Sua Amministrazione, con uno studio Uritaxi sulle tariffe, che quelle fiorentine si collocano tra quelle più basse del centro-nord Italia e che nessuna città metropolitana le è inferiore per costo finale che l'utente si trova a sostenere a parità di spazio percorso e tempo impiegato. Oggi tale studio trova conferma in due ulteriori analisi: Il costo di cittadinanza nelle città metropolitane nel 2008 e nel 2009 del Ministero allo sviluppo economico, e quello più recente dell'Adoc (27 ottobre 2010).
Anche alla luce di ciò, ci pare necessario riconoscere ai lavoratori del settore taxi l'aggiornamento Istat delle tariffe taxi ed interrompere il persistere dell'attuale stato di violazione della normativa in materia.

2 – Sollecitiamo la Sua Amministrazione a dare piena applicazione alla legge 21/92 così come innovata dall'art. 29, co. 1 quater della l. 14/2009, con particolare riferimento agli artt. 3, 5-bis, 11 co. 2, 3 e 4 e 11-bis.

3 – Visto il perdurare dei fenomeni di raggiro a danno dell'utenza, chiediamo alla Sua Amministrazione l'immediata convocazione del tavolo tra operatori del settore turistico e del trasporto persone, al fine di rendere effettiva la trasparenza delle tariffe presso tutti gli operatori interessati, così come previsto dalla mozione Pierguidi approvata in data 15 febbraio 2010 dal Consiglio comunale.

4 – Vi sollecitiamo all'individuazione di nuove corsie preferenziali specifiche per il trasporto pubblico, di cui sarebbe opportuno parlare con le nostre rappresentanze tecniche.

5 – Porgiamo preghiera affinchè si individuino sistemi di controllo delle aree di sosta taxi dall'occupazione delle vetture non autorizzate, vista la sempre più diffusa assenza di senso civico al rispetto delle stesse.

Con la speranza che possa celermente attivare i vari Assessorati coinvolti da questi punti, porgiamo distinti saluti.

Claudio Giudici - Presidente Uritaxi Firenze

lunedì 27 settembre 2010

27.09.10 - In seguito all'ultima Assemblea dei Soci Socota, mi viene richiesto da molti nostri iscritti di prendere posizione pubblica in merito agli attacchi sindacali e personali ricevuti da parte di varie rappresentanze di categoria. Non c'è niente di nuovo sotto il sole. Per quanto riguarda gli attacchi personali, già Roberto Cassigoli, leader di Unica Taxi Cgil, con lettera aperta del 9 giugno u.s. si era “interessato” a me. Ritenni inutile qualsiasi risposta pubblica, sia per una questione di merito – le questioni personali non possono riguardare organizzazioni rappresentative di interessi comuni – sia per una questione di metodo. A Cassigoli palesai personalmente, in via amichevole e confidenziale, nella sala riunioni Cotafi, insieme a Cioncolini e Catanese, l'opinione per cui una persona della sua esperienza non poteva abbandonarsi a risposte di stomaco, che l'attesa del sonno di una notte, avrebbe opportunamente evitato di render pubbliche. Evidentemente però, altri, tra cui anche suoi collaboratori, intendono ribadire quel modo di fare. Se lo reputano funzionale alla propria azione sindacale e manageriale, non spetta a me, ma ai loro associati metter bocca.
Circa invece gli attacchi ricevuti da Uritaxi, cerchiamo di essere fattivi. Noi, quando valutammo come non più funzionale al perseguimento degli interessi di categoria la nostra partecipazione al C.u.t., più che piagnucolare decidemmo di denunciare cosa non ci tornava, parlammo di “sistema” di controllo della categoria – che invero ha provato ad esercitare la sua influenza anche durante questa ultima vicenda – ed uscimmo da quell'organismo. Ora, se per questi signori il problema della categoria è Uritaxi, perchè con molteplici documenti, in modo più o meno esplicito, la nostra organizzazione è stata invitata a rientrare nel C.u.t.? Se ci sono atti da me redatti o cose da me dette che secondo loro recano danno alla categoria, invece che parlarne nelle sedi sbagliate, in mia assenza, perchè non fare un bell'incontro pubblico?

Vi dico come la vedo io: sulla spiaggia c'è una gara tra bambini a chi fa il castello più bello; dei bambini si sono accorti che il loro castello non trova grandi apprezzamenti, e piuttosto che cercare di migliorare la loro opera, si sono messi a piagnucolare ed a provare a distruggere il castello degli altri bambini, che è più apprezzato.

Mi pare doveroso intervenire anche in merito ad un documento che non mi è noto cosa contenesse e che avrebbe firmato il nostro ex consigliere Marco Mercatelli. Sia chiaro che lui stesso deve riconoscere la sua responsabilità politico-sindacale per ciò che ha fatto, tuttavia non ce la sentiamo di giudicarlo umanamente, sia per certe difficoltà personali che sta passando, sia per la capziosità dei soggetti in cui si è imbattuto. Mi chiedo perchè questo documento sia stato presentato soltanto durante un'assemblea, invece che reso pubblico prima. E' evidente che si è trattato del solito trappolotto servito solo per infangare Uritaxi ed in cui i più ingenui sono caduti. Questo è il modo di operare di certe rappresentanze; se ne sono appagati sia materialmente che moralmente, continuino pure.

La posizione di Uritaxi in merito all'Assemblea era chiara; accusarci di aver tenuto due piedi su due staffe è frutto d'ignoranza o stupidità, ed è funzionale a chi organizza i trappolotti. Esplicitai la posizione Uritaxi con documenti pubblici del 7 agosto scorso: “Uritaxi ritiene inopportuna una nuova contrattazione con i titolari di licenza S che preveda l'estensione dell'uso della radio ad 8 ore in primanza. Altrettanto però, riteniamo inopportuna qualsiasi forma di epurazione di gruppo. Tutto ciò che sta nel mezzo a questi due estremi, per noi può essere oggetto di valutazione. E' ovvio, che si tratta di questioni su cui dovranno esprimersi i corpi sociali delle cooperative”, e del 10 settembre (quasi avessimo annusato trappolotti in arrivo): “Laddove una cooperativa non abbia ancora deciso cosa fare, secondo noi è opportuno convocare quanto prima l'Assemblea dei Soci per decidere se ricorrere ad un referendum di cooperativa oppure esprimersi immediatamente durante la stessa”. A parte il grave fatto che quest'ultima opzione è stata preclusa ad un corpo sociale, alla luce di questi documenti pubblici non comprendo chi potesse esternare per Uritaxi volontà diverse rispetto a quelle rese pubbliche dal suo Presidente e decise dal suo Consiglio.

In merito al nuovo consigliere Uritaxi, Simone Fracassini (MI10), alcune precisazioni. Simone non è politicamente corretto e non parla il latino, ma ha il coraggio di compromettersi. I politicamente corretti non hanno il coraggio delle proprie idee, o non hanno idee, spesso sono subdoli e tirano pacchi. Simone in pubblico viene spesso tradito dalla propria impulsività. Egli è mesi che si impegna per il sindacato, senza mai aver chiesto un euro di rimborso. Ha strutturato le due convenzioni che io ho solo perfezionato e concluso. Senza di lui Uritaxi sarebbe quasi inesistente in Socota. Egli, pur non ritenendosi adatto al ruolo di rappresentante sindacale, ha accettato la richiesta di più diretta collaborazione che gli abbiamo avanzato, per evidenti ragioni di forza maggiore. Simone è il primo a riconoscere che in categoria ci sono persone molto preparate ed autorevoli, tuttavia questi spesso non hanno il coraggio di compromettersi e non sanno inserire il proprio ego all'interno di processi funzionali al perseguimento di interessi comuni. Quando decideranno di entrare in domini superiori rispetto a quello della mera esibizione delle proprie idee – diritto che nessuno gli nega – saranno molto più utili all'interesse comune.
Dunque, suggerisco di non fare tanto gli schizzinosi e di offrirci soluzioni concrete. Io e tutto il Consiglio siamo con Simone.

Concludendo, la valutazione complessiva di questa ultima vicenda relativa al nuovo rapporto di affiliazione è la seguente: la categoria ha dimostrato di esser composta da “uomini capaci di intendere e di volere”; essa necessita di rappresentanti non di tutori. Il rappresentante è tale solo quando manifesta la volontà del rappresentato, non quando la mistifica. Il rappresentante può suggerire, non precludere.

Claudio Giudici
Presidente Uritaxi Firenze

P.S.: non state dietro a chi vi dice che Uritaxi farebbe gli interessi della sola Cotafi. E' ovvio che certi portatori d'interesse provino ad avvantaggiarsi affermando ciò, alla luce del divide et impera. In realtà io ed Uritaxi siamo invisi alla dirigenza di entrambe le cooperative, perchè siamo pubblicamente critici sulla gestione delle stesse. Ci capiranno col tempo. Tutto ciò non toglie che senso di responsabilità ci imponga di confrontarci con tutte le rappresentanze.

giovedì 9 settembre 2010

CRUCCOLINI LANCIA FUMOGENI DI MENZOGNE


FIRENZE 09.09.10 - La decisione presa dal corpo sociale della Cooperativa Taxi Firenze 4390, di organizzare il lavoro radio delle licenze S per ulteriori 3 ore attraverso le modalità della “flessibilità”, non inficia in alcun modo il progetto politico del Vicesindaco Nardella di aumentare il servizio di radio-taxi cittadino, come denunciato dal Consigliere comunale Eros Cruccolini. Il Consigliere, dimentico del più basilare principio di autonomia che ispira il mondo cooperativistico, si è purtroppo, probabilmente ben pressato da chi ogni giorno gli fa da autista, prodigato nella solita scomposta, demagogica e menzognera uscita per guadagnare qualche trafiletto sui giornali. Affermare come egli fa, che la decisione presa dal 4390, ricadrà sulle tasche dei cittadini, dimostra o ignoranza in merito al servizio taxi o un disinvolto uso della menzogna pur di guadagnare le pagine dei giornali.
Non contento, Cruccolini si è cimentato nella solita sparata disinformativa – non si capisce se anch'essa frutto di mala fede o riprovevole ignoranza – denunciando che “a Firenze le tariffe taxi continuano ad essere fra quelle più care d’Italia e d’Europa”. Eppure, Cruccolini dovrebbe essere informato in merito al recentissimo studio ministeriale sul costo di cittadinanza che conferma quanto Uritaxi già comunicò all'Assessorato allo sviluppo economico quasi un anno fa, ossia che i taxi fiorentini sono oggi tra i più economici del centro-nord Italia e dunque, alla luce dello studio dell'Unione delle Banche Svizzere del 2009, tra i più economici dell'Europa occidentale.
Chiediamo al Consigliere Cruccolini di fare luce su alcune reali criticità del servizio taxi (stavolta informandosi adeguatamente a riguardo): il persistere delle forme di abusivismo nel settore del trasporto persone (basterà, per rilevare il fenomeno, qualora fosse all'oscuro anche di ciò, un sopralluogo alla stazione centrale ed in via Roma); la lentezza amministrativa a dare piena esecutività alla delibera consiliare del febbraio scorso sulla trasparenza da dare alle tariffe del trasporto pubblico persone; la disparità di trattamento da parte del Comune in merito al canone di occupazione del suolo pubblico, tra il servizio taxi e tutte le altre forme di trasporto pubblico persone.
Ovviamente, interessarsi a tali questioni darà magri ritorni d'immagine, ma rappresenterà un autentico impegno politico per i problemi della comunità.

Claudio Giudici
Presidente Uritaxi Firenze

giovedì 29 luglio 2010

Lettera aperta al Presidente della Commissione ambiente e mobilità, Eros Cruccolini

 Firenze, 28 luglio 2010

Egr. Presidente Cruccolini,

la lettura dell'intervista rilasciata al Corriere Fiorentino di domenica 25 c.m., nonché quanto da Lei ribadito durante la seduta del Consiglio Comunale del 26 c.m. ed in ulteriori occasioni radiofoniche, ci vedono costretti a richiederLe una rettifica e pubbliche scuse per quelle che consideriamo infamanti, irrispettose ed irresponabili affermazioni a danno della categoria dei tassisti fiorentini, delle cooperative taxi, dell'istituto cooperativistico così come costituzionalmente tutelato e del principio di autonomia da cui è dominato, e delle condizioni di difficoltà in cui versano tutti i lavoratori del settore, in quanto semplicmente non corrispondenti a verità.

Considerare le cooperative taxi, invece che l'unione delle forze che i piccoli imprenditori artigiani del trasporto taxi si danno, dei “poteri forti” in grado di condizionare il principale partito della maggioranza consiliare a Firenze, è un'assurdità che cela una latente volontà – proveniente dai più disparati settori, ma che non dovrebbe avere a che fare con la tradizionie culturale e politica a cui Lei dovrebbe ispirarsi – di togliere ogni diritto di parola alla società civile. La Sua dichiarazione è tanto irresponsabile, demagogica e qualunquista da offendere non soltanto i diretti destinatari della stessa, ma lo stesso istituto della cooperazione (art. 45 Cost.), che in quanto ontologicamente espressione dell'unione delle forze di tante piccole atomizzate soggettività, è di per sé un qualcosa che mira a dare più voce a chi altrimenti sarebbe invisibile ed inascoltato. Tutto ciò, però, non dà a Lei ed a nessuno, il diritto di confondere e spacciare per “condizionamento” ciò che è mero esercizio del diritto di libera manifestazione del pensiero (art. 21 Cost.) e specificazione del diritto di associazione (art. 18 Cost.).

Riteniamo altrettanto offensivo ed irrespettoso delle condizioni reali di tutti i lavoratori della categoria, l'essersi eretto, come Lei ha fatto, a paladino di un ristretto – ma in ogni caso, da noi rispettato – gruppo di colleghi (i 60 titolari di licenza “S”), facendoli passare come gli unici lavoratori della categoria a trovarsi in difficoltà. Purtroppo, nonostante le molteplici segnalazioni – erano anche questi condizionamenti dei poteri forti?! – che Le abbiamo rivolto, non ha voluto sentire le ragioni di tutti quei lavoratori della categoria che sono anch'essi in grave difficoltà, ed in particolare di quegl'almeno 200 colleghi che, perchè neo-tassisti e/o perchè aderenti a forme di impresa familiare (e dunque con disponibilità di orario lavorativo inferiore agli stessi licenziatari di licenza “S”), si trovano in condizioni reali ben più difficoltose rispetto ai colleghi titolari di licenza “S”. Tuttavia, questi, mai si sono sognati di fare pressioni sull'Amministrazione affinchè nuove regolamentazioni più favorevoli a loro, ed in danno degli altri colleghi, potessero ottenere.

Siamo dunque a richiederLe, a nome di tutti i lavoratori che rappresentiamo, delle pronte scuse ed una celere rettifica a mezzo stampa.

Cordiali saluti ed auguri di buon lavoro.

Per Cotafi: Valter Del Bene
Per Socota: Massimo Materassi
Per Uritaxi Firenze: Claudio Giudici
Per Unica Taxi Cgil: Roberto Cassigoli
Per Uil Trasporti: Lanfranco Ricci
Per Sitafi Cisal: Fabio Machiavelli

martedì 20 luglio 2010

15.07.10 - Sull'Assemblea generale, il Cut e l'Amministrazione Renzi

L'Assemblea generale
Per quanto possa essere stata calda ed animata l'assemblea di ieri, essa non può considerarsi l'emblema di un deficit di rappresentatività di questa o di quella organizzazione – sono semmai altri i fattori che lo segnano – , quanto piuttosto un momento di ampio coinvolgimento di un intero corpo sociale, che le stesse organizzazioni sindacali hanno ritenuto opportuno chiamare a raccolta su una questione fortemente sentite. E' stata molto importante la convocazione di questa assemblea, vista la partecipazione avutasi e viste le iniziative spontanee del corpo sociale (che al massimo possono avere visto contributi di dettaglio di alcuni rappresentanti, tra cui i nostri). I tassisti hanno dato un segnale molto forte a tutte le rappresentanze; ora dovrà vedersi con quanta convinzione e costanza saranno capaci di mantenere questo segnale nel tempo e nelle debite sedi.

In merito al Cut
Uritaxi circa sei mesi fa è uscita dal Cut per provare a dare una scossa ad una cancerosa situazione di stallo, in cui secondo noi è venuta a trovarsi la categoria negli ultimi tempi. L'uscita dall'organismo di coordinamento, tuttavia, non voleva e non ha voluto dire chiudere le porte del dialogo con le altre rappresentanze sindacali, ma più semplicemente valutare come non più performante, in un dato momento, uno strumento che dietro l'istanza positiva dell'unità, vedeva troppe volte concludersi le iniziative con un “ci abbiamo provato”, e dove, vittime del “mal comune mezzo gaudio”, si finiva col depotenziare le rappresentanze di quella motivazione necessaria al raggiungimento degli obiettivi. Oggi, vista la delicatezza percepita e potenziale della questione “licenze S”, Uritaxi ha ritenuto non di rientrare nel Cut, ma di rinserrare le fila assieme alle altre rappresentanze, riconoscendo all'unità la sua dovuta primazia per questa specifica questione.
Molte altre questioni le tratteremo da soli, ma senza precludere l'incontro con quelle strade che riterremo autenticamente unitarie ed efficaci.
Spero che queste parole non siano banalmente o pretestuosamente interpretate come una presa di distanze, ma piuttosto come la semplice risposta a chiacchiericci che rendono solo merito a chi li fa.

In merito all'Amministrazione Renzi
Unica Taxi Cgil ci ha amichevolmente apostrofati in questi termini: “... sembra infatti cessare l'empatia generazionale, manifestatasi in alcune fasi degli ultimi mesi, tra questa Amministrazione e alcuni rappresentanti accreditati di Uritaxi.” Ieri, durante l'Assemblea il tema è stato ripreso, ma non mi pareva il caso di lasciar spazio a repliche personalistiche.
Secondo me Unica Taxi si sbaglia due volte: 1) l'empatia generazionale è tuttora in vigore; 2) questa empatia non era tra l'Amministrazione Renzi ed alcuni rappresentanti accreditati Uritaxi, ma semplicemente unidirezionalmente (senza reciprocità cioè) di alcuni rappresentanti accreditati Uritaxi, verso tutto ciò che nell'Amministrazione Renzi segna discontinuità nel modo di pensare e di agire da ciò che c'era prima, e che non ci era piaciuto affatto, come avemmo modo di dire all'Assessore Cioni – pur non ritrovando in lui il simbolo di quella stagione culturale e politica, ma semmai un gaucho che molte volte era capace di annaffiare di senso comune, le tendenze pro-sistema della subcultura radical chic. Infatti, credo che simpatia fino a prova contraria vada offerta alle giovani generazioni adulte che sì ancora hanno molto da dimostrare, ma che sono naturalmente accompagnate dalla motivazione a fare, migliorare, guardare fiduciosi al futuro. Diversamente, sfiducia fino a prova contraria, va offerta alle vecchie generazioni che nella putrida brodaglia attuale ci hanno accompagnato (e non mi riferisco al settore taxi in particolare, che invece importanti pilastri – si pensi a quello della piccola imprenditoria – mantiene).
Quello che vediamo continueremo a dirlo, a prescindere dal fatto che piaccia all'Amministrazione fiorentina. Se sul fronte della semplificazione della vita cittadina vediamo il rifacimento delle strade con un aumento dei lavori notturni, la pulizia stradale con tecnologie che facilitano la vita della gente, il progressivo aumento delle porte telematiche con sistema a semaforo, un crescendo costante di iniziative commerciali e culturali (richiamanti la letteratura e l'arte classica), la rottura (per ora verbale) del tabù dello sfruttamento viabile del sottosuolo, perchè non gioire di tutto ciò, a prescindere da chi ne sia il regista politico? Diversamente se vediamo aumentare fenomeni organizzati dalla criminalità, come la prostituzione a livelli che ricordano quelli della Salaria alle quattro del pomeriggio, oppure l'accattonaggio coartato di giovani (talvolta adolescenti) storpi, oppure non vediamo decollare le annunciate infrastrutture, o insoluti tutti i problemi che riguardano il settore taxi con il protrarsi e l'avvio di pratiche che violano la legge, con soluzioni inspiegabili – tanto da spiegarsi solo con ipotesi che non nobilitano i destinatari, ma che sono le uniche possibili secondo ragione – perchè non denunciarlo?

Claudio Giudici
Presidente Uritaxi Firenze

martedì 6 luglio 2010

Un +4,8% per i cittadini; un +50% per alcuni tassisti!

Quanto rischia di essere deciso dal Consiglio comunale fiorentino ha tutto il sapore del privilegio e delle leggi ad personam così tanto odiate.
Le 360 ore di servizio radiotaxi in più, sbandierate sui media locali dal Vicesindaco Nardella, rappresentano in sostanza un aumento del servizio taxi di appena il 4,8%. Tanto è irrisorio questo aumento, che conferma quanto è sotto l'evidenza di tutti: non esiste alcuna carenza di servizio taxi a Firenze. D'altronde, tutti i dati di settore lo confermano, e non a caso il servizio taxi fiorentino è considerato a livello nazionale in assoluto il migliore.
Il dato che fa veramente scalpore è che con questo provvedimento preso dall'Amministrazione Renzi, 60 tassisti vedranno aumentare la loro redditività di oltre il 50%, in quanto il turno di lavoro passerà dalle attuali 8 ore (di cui 5 con radiotaxi) a 12 ore (tutte con radiotaxi) nel giro di 10-12 mesi.
C'è da chiedersi del perchè di questo regalo fatto a questi 60 tassisti, in danno agli altri 594. Le ipotesi da mettere sul tavolo sono tre: 1) un capriccioso approccio snobbistico dell'Amministrazione alla questione, secondo la quale non sarebbe “bello” – seppur la fase di crisi del settore suggerisca l'inopportunità sostanziale di questa opzione – avere due tipologie di taxi a Firenze (come invece prevedeva il concorso di tre anni fa per l'assegnazione di nuove licenze taxi); 2) l'Amministrazione Renzi sta cadendo nel bluff portato avanti dalle rappresentanze dei 60 tassisti che beneficeranno del provvedimento, legatamente alle questioni inerenti al giudizio pendente di fronte al Consiglio di Stato; 3) alla luce della lettera pubblicata qualche mese fa su Il Giornale della Toscana a firma del Presidente di Confartigianato Taxi, dove si parlava di promesse fatte durante la campagna elettorale, e considerato che il 90% di questi 60 tassisti fa parte di questo sindacato, sorge spontaneo chiedersi che legame vi sia tra l'Amministrazione Renzi e Confartigianato.
Almeno una di queste tre ipotesi, nasconde il vero motivo di questo provvedimento.

Claudio Giudici
Presidente Uritaxi Toscana

sabato 3 luglio 2010

Interrogazione della Consigliera comunale Giocoli (PdL) sulla delibera licenze straordinarie S

INTERROGAZIONE

Oggetto: interroga il Sindaco in merito alla proposta di delibera 2010/00322 Licenze per l’esercizio del servizio taxi -determinazioni

Il sottoscritto Consigliere Comunale,
vista la proposta di delibera 00322/2010 dal titolo Licenze per l’esercizio del servizio taxi –determinazioni
vista l’urgenza determinata dalla prossima discussione in aula del provvedimento

INTERROGA IL SINDACO PER SAPERE

1) Se corrisponde al vero che vi è in atto una transazione che prevederebbe il pagamento di una sorta di risarcimento che verrebbe liquidato dai 60 titolari di licenze gialle in favore dei soggetti che hanno proposto ricorso davanti al Consiglio di Stato avverso il bando di concorso del Comune di Firenze
2) Se in virtu’ di tale transazione il Comune e i tre ricorrenti abbandonerebbero il giudizio in corso
3) quali sono le motivazioni per cui viene proposta al consiglio comunale la predetta delibera in tutta fretta senza aspettare l’esito della sentenza del Consiglio di Stato
4) se corrisponde al vero che oggetto del ricorso è solo una valutazione dei titoli e delle prove dei tre non vincitori
5) se corrisponde al vero che 16 o 17 titolari di licenze ordinarie che erano in collaborazione familiari con titolari di licenze “gialle “abbiano già provveduto a trasferire la licenze in questi ultimi mesi
6) se corrisponde al vero che 50 dei 60 titolari di licenze cd gialle erano già collaboratori familiari di tassisti ordinari
7) se è intenzione dell’AC porre delle limitazioni ai titolari di licenze ex gialli in caso di cessazione dell’attività
8) se è intenzione dell’AC ritirare in tal caso le licenze vietando il trasferimento tra privati
9) se corrisponde al vero che due dei 60 titolari di licenze gialle siano in procinto di trasferire ad altri privati la licenza una volta approvata la delibera dal consiglio comunale


il consigliere comunale

Bianca Maria Giocoli

venerdì 2 luglio 2010

Sulla mozione Fittante-Pugliese

Egrr. Consiglieri Fittante e Pugliese,

nonostante la mozione sul servizio taxi che riproponete, con una evanescente integrazione, si caratterizzi per un approccio evidentemente ideologizzato ed astioso nei confronti dei lavoratori che mi trovo a rappresentare, voglio provare comunque a sottoporvi alcune riflessioni in merito alle questioni che ponete.

Il primo aspetto che mi pare evidente è lo spirito che pervade tutta la mozione: il servizio taxi fiorentino non funziona. Si prevedono infatti: un aumento del numero delle licenze nei prossimi 5 anni, istituti di monitoraggio, aumenti del numero delle ore di servizio per parte della flotta, conversioni tecnologiche delle vetture, inasprimento delle sanzioni per violazioni regolamentari.

La mozione poggia in modo evidente su basi che non tengono conto della situazione reale del settore, sia dal lato del lavoratore che da quello dell'utente. Essa infatti parla di “continue disfunzioni del servizio, verificatesi in molteplici situazioni e sempre più oggetto di segnalazioni di protesta da parte dei cittadini (attese di circa 30 minuti in alcuni punti chiave come la Stazione ferroviaria e l’Aeroporto e nei grandi eventi e manifestazioni fieristiche) [!!!!] e considerando "la quasi" impossibilità di reperire un taxi in un tempo accettabile durante le giornate di pioggia e nelle prime ore della mattina e della notte [!!!]”. Se per il passato, ed in ogni caso per eccezionali e particolari situazioni, ciò poteva avere una qualche attinenza con la verità, oggi ricostruire la condizione del servizio taxi in questi termini è quanto di più lontano dalla realtà e frutto di un evidente approccio ideologico al settore.

Il testo della mozione fa riferimento in modo sintetico ad alcuni dati relativi al tasso di presenza taxi per abitante, ma non tiene conto della specificità fiorentina: ogni taxi ha un turno di servizio di 12 ore (a Roma per esempio ne ha 8), più altre 12 ore di “flessibilità” che entrano in funzione durante le fasi di esplosione del lavoro. E' purtroppo vero, che nell'ultimo biennio l'entrata in funzione delle 12 ore di “flessibilità” è stata un caso più unico che raro. L'entrata in stato di disuso del taxi multiplo – che ha come sua precondizione funzionale l'accumulo di utenza, per esempio, alla stazione (cosa che di fatto non si verifica più, se non per pochissimi minuti) – è una conferma indiretta del venir meno della possibilità di sfruttare la “flessibilità”.

Ed è proprio per questa ampiezza del turno di lavoro che a Firenze ha potuto diffondersi l'impresa familiare (uso del taxi da parte di 2 o più soggetti), facendo crescere il tasso reale di densità dei taxi per abitante a livelli prossimi a quelli di Roma (ma superiori in rapporto alla superficie cittadina ed al flusso turistico triplo di Roma) e superiori rispetto a Bologna e Torino.

Ed infatti, la situazione odierna reale in merito alla qualità del servizio taxi fiorentino è la seguente: le chiamate vengono evase nell'80% dei casi entro i 3 minuti; nel 92% dei casi entro i 5 minuti (dati annuali 2009 – Ufficio studi Uritaxi); tempo medio tra attesa (per il lavoratore e non per l'utente … ) e conclusione del servizio aeroportuale: 100 minuti (1- i 20 euro di tariffa fissa dovrebbero dare convenienza economica a tale intervallo di tempo; 2 – se il transfer per l'aeroporto con Ataf costa per 4 persone 20 euro, come si può considerare esoso a 20 euro il transfer in taxi?); posteggio taxi della stazione centrale costantemente colmo di vetture.

Lontani dalla tentazione di cadere nella facile demagogia di attaccare una delle due categorie più odiate dai cittadini (indagine Codacons 2008: al primo posto i benzinai … non petrolieri e banchieri, neanche messi tra le opzioni di scelta, ma benzinai e tassisti!), dovremo intanto guardare a questa situazione reale.

Alla luce di tutto ciò, possiamo commentare la parte prescrittiva della mozione.

Al punto 1) essa prevede l'allineamento delle licenze “S” a quelle ordinarie. Non badando in alcun modo alla situazione reale dei lavoratori, la proposta avvantaggia quella parte dei lavoratori che si trovano nelle condizioni più fortunate (in quanto detentori di una licenza conseguita tramite concorso e, per circa il 90% dei casi, già conduttori in impresa familiare titolare di licenza taxi).

Al punto 2) si richiede un qualcosa che dal punto di vista tecnico è insussistente.

Al punto 3), si richiede un osservatorio di monitoraggio del servizio, ossia un qualcosa di già previsto dalla legge Bersani (la commissione consultiva), ma con la variante di tenere escluse dall'organo, le società dei taxi. Evidentemente si ritiene la presenza minoritaria delle rappresentanze dei tassisti in questa commissione, così “pericolosa” da ritenere necessario togliergli ogni diritto di parola. Mi permetto di suggerire, vista la forza di questo impeto separatista in relazione a chi deve essere controllato e chi deve controllare, di fare un medesima proposta in Consiglio comunale, affinchè il Parlamento intervenga in merito alle funzioni di controllo che la Banca d'Italia deve esercitare sul sistema bancario, visto che essa è partecipata per circa il 95% da banche private e di cui dunque il suo Governatore ne è univoca espressione!

Comunque, in merito alla trasparenza del servizio, mi si consenta di ricordare la più volte manifestata intenzione da parte delle rappresentanze di categoria, di procedere verso una maggior trasparenza del servizio. A questo proposito, dunque, potreste sollecitare l'Assessorato allo sviluppo economico a dare effettiva esecutività alla delibera del Consiglio comunale del febbraio scorso per la trasparenza dei servizi di trasporto persone, ed a cui l'ultima proposta di delibera Nardella sul settore taxi fa meritoriamente riferimento.

La mozione, ripete poi, in merito alla trasparenza tariffaria, quanto già previsto appunto dalla delibera del febbraio scorso, ma procede verso un odioso accanimento sul fronte dell'inasprimento delle sanzioni. Questo inasprimento appare frutto di un approccio stereotipato, preconcetto, ideologico al settore, soprattutto se considerato che in merito al trasporto pubblico persone esiste un'emergenza truffe, che però riguarda il noleggio con conducente, che nella maggioranza dei casi sviluppa la propria operatività violando i presupposti di legge (divieto di posteggio su piazza, obbligo di rientro in rimessa, inizio del servizio dal comune autorizzatorio) e giocando di sponda con altre realtà economiche che abusando dell'affidamento del turista, estorcono cifre da capogiro (su cui però l'establishment culturale-politico-mediatico continua a tacere ed anzi a favorire su tutto il territorio nazionale). Qui sì che sarebbe opportuno richiedere l'inasprimento delle sanzioni!

Il punto 4) prevede: “aumento graduale, nei prossimi 5 anni, di un 10% delle licenze da destinare a veicoli a tasso di inquinamento ridotto.” Non mi è chiaro – soprattutto alla luce dell'inciso riportato successivamente tra parentesi – se intendiate aumentare la flotta con veicoli a basso tasso d'inquinamento (portandola dunque a circa 720 taxi), oppure favorire il processo di conversione di un 10% delle 654 licenze operative. Scommetterei sulla prima opzione … Se così, la previsione di un maggior fabbisogno di mezzi, è quanto mai ottimistica alla luce della debolezza dell'economia nazionale, europea e globale e delle prospettive che la instabilità dell'euro a la criticità della situazione finanziaria internazionale lasciano presagire. Nel secondo caso, invece, si tratta di un processo già in atto nel settore, sia per la necessità dell'abbassamento dei costi di gestione, sia per una maturata sensibilità “ecologista” (crescono in modo prepotente gli acquisti di Toyota Prius, e vetture a metano).

Al punto 5) si parla di “campagna di sostegno” (formula che non concretizzo chiaramente) per la conversione delle vetture in mezzi a basso impatto ambientale. Idem come sopra, ma se il processo viene aiutato concretamente dal pubblico, ben venga questa iniziativa.

Il punto 6) è opportuno riportarlo integralmente: “intraprendere un’iniziativa presso il Governo ed il Parlamento per modificare la legge n. 21 del 15.1.1992 in modo da eliminare le forti sperequazioni esistenti nelle varie città italiane sul valore effettivo delle licenze e sulle relative modalità di trasferimento” che è quanto di più funzionale possa esserci per mettere il settore in mano a quel ristretto oligopolio che il testo originario del decreto Bersani mirava a fare, ripetendo la “gloriosa” operazione compiuta già col commercio, col primo decreto Bersani. Mi permetto di definire velleitaria questa proposta, in quanto sarebbe un po' come proporre di eliminare le forti sperequazioni esistenti nelle varie città italiane tra gli esercizi economici o tra gli immobili.

Il punto 7) mira a creare il comprensorio, ripetendo dunque l'errore fatto in altre parti del mondo, dove con l'ampliamento delle zone di operatività tutti i taxi tendono naturalmente a collocarsi nel punto di maggior attrazione (il centro cittadino) finendosi così col raggiungere il risultato diametralmente opposto a quello auspicato, ossia privare di taxi le zone più lontane dal centro cittadino. Magie del liberismo … Un'operazione di questo tipo, affinchè non raggiunga risultati diametralmente opposti a quelli sperati,n potrebbe essere studiata solo in caso di una rigida regolamentazione.

A questo proposito è utile aprire una parentesi in merito alla genesi ed all'evoluzione storica del d. lgs. 114/98 più conosciuto come primo decreto Bersani sul commercio, che, proprio come avverrà con il punto 7) della vostra mozione, ha portato a concretizzare fini diametralmente opposti a quelli che vi riproponete.

Si arrivò a quel decreto dopo anni di martellamento del piccolo commercio (gli anni '80 rappresentarono la messa alle corde del mondo operaio; gli anni '90 la disintegrazione del piccolo commercio; con i primi anni del nuovo millennio si punta a colpire le professioni; il processo dunque colpisce progressivamente tutto il mondo del lavoro, favorendo sempre più i processi di sfruttamento a basso costo del mondo del lavoro e di concentrazione oligopolistica da parte di multinazionali, catene commerciali, studi professionali transnazionali: tutti ben partecipati dal settore finanziario). Con l'introduzione già nel 1992 da parte del Governo Amato della minimum tax si creò il presupposto per l'impoverimento ed il conseguente indebolimento dell'intero settore della piccola distribuzione, già in difficoltà per il periodo di recessione economica che riguardò il quinquennio '87-'92. Il decreto Bersani, dunque, non trovò grosse resistenze da parte dei commercianti, i quali erano stati indeboliti sia sul fronte economico che su quello morale (erano sistematicamente bollati come evasori). Il decreto Bersani poggiando sull'istanza demagogica di puntare a far sì che “l'anziana signora potesse avere sotto casa ogni genere di negozio” invece di esser costretta a lunghi spostamenti, e dunque mirante ad una più capillare distribuzione dei prodotti sul territorio, promosse l'eliminazione dell'obbligo del rispetto delle distanze tra attività del medesimo genere merceologico. Grazie all'eliminazione di tale vincolo, le grosse catene commerciali poterono cominciare ad aprire in prossimità di quelli che oggi con formula esotica, vengono chiamati centri commerciali naturali. Grazie alle enormi disponibilità finanziarie di queste catene, nonché alle linee di credito ultra-merito a queste concesse, queste ammazzarono la concorrenza fino ad arrivare a detenere oggi il 70% della distribuzione commerciale. Conseguentemente, ne derivò la moria delle piccole attività commerciali, ed il fine che il Bersani si proponeva – ossia favorire una più capillare distribuzione commerciale sul territorio – fu diametralmente quello opposto. Se dieci anni fa avevi tre negozi di sport in prossimità della tua abitazione, oggi ne hai uno a qualche chilometro di distanza, ben detenuto da qualche catena commerciale che non ha il problema dell'evasione, perchè nel frattempo i sistemi fiscali sono stati aggiornati, trasformando in legale ciò che prima era evasione, oppure consentendo quelle tecniche di transfer pricing che sono precluse ai piccoli, e che di fatto consentono di non pagare le tasse. Non dimenticando che la loro produttività è stata nel frattempo avvantaggiata della liberalizzazione del mercato del lavoro, che gli consente di avere dei costi fissi per il personale, ben più bassi rispetto a prima.

Magie del liberismo appunto.

Il punto 8) prevede di modificare l’attuale regolamento di rilascio delle licenze che, prevedendo un bonus per i “collaboratori familiari” crea di fatto dei privilegi per alcuni e una palese ingiustizia nei confronti di tutti gli altri cittadini che vogliono partecipare alla gara di assegnazione delle licenze, ma non tiene presente che si tratta di una previsione regionale e che non mira a dare vantaggio ai familiari, ma a chi ha già esercitato l'attività, così come in ogni altro settore economico, per semplice rigor di logica. L'art. 10, co. 3 della d.c.r. 131/95 recita:

“L'avere esercitato servizio di taxi in qualità di collaboratore familiare e/o sostituto alla guida del titolare della licenza per un periodo di tempo complessivo di almeno sei mesi, ovvero essere stato dipendente di una impresa di noleggio con conducente per il medesimo periodo, costituisce titolo preferenziale ai fini del rilascio della licenza per l'esercizio del servizio di taxi o dell'autorizzazione per l'esercizio del servizio di noleggio da rimessa.”

Il punto 8) è condivisibile poiché parla di rapporti di monitoraggio sul servizio taxi.

Alla luce di tutto ciò, la mozione ha una evidente ispirazione ideologica: orwelliana nei presupposti che la ispirano, completamente incurante della normativa di settore, incompetente dal punto di vista economico. Essa non tiene conto della situazione reale del settore e non tocca in alcun modo i punti veramente utili a migliorare il già ottimo servizio taxi fiorentino (a detta dei fruitori abituali del servizio): la viabilità, considerata tra le peggiori a livello nazionale ed internazionale; il proliferare esternamente al settore taxi, di forme di trasporto truffaldine che si riverberano negativamente sul servizio pubblico.

Ringraziando per l'attenzione, porgo auguri di buon lavoro e resto a disposizione per un eventuale confronto o semplici chiarimenti.


Claudio Giudici
Presidente Uritaxi Toscana