"La Fondazione Caponnetto incuriosita dal numero elevato di vetture NCC provenienti da diverse realtà italiane si è interessata al problema. E' emersa la presenza di abusivi, e di NCC che provenivano da paesini fuori regione che in violazione alle norme di legge circolavano tranquillamente in ...città,senza alcun controllo delle tariffe. Tale fatto danneggia gli NCC di Firenze ed i Tassisti. Negli ultimi tempi i controlli sono aumentati." (Rapporto 2009, Fondazione Antonino Caponnetto)
A Roma il fenomeno è stato più volte ricostruito da inchieste mediatiche. Oggi ve n'è una anche su Milano:
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?13103
venerdì 8 aprile 2011
giovedì 7 aprile 2011
Trascrizione dell'informativa unitaria per la conferenza stampa di presentazione dell'UNIONE FIORENTINA TAXI
Buongiorno agli intervenuti.
Con questa conferenza stampa intendiamo comunicare alla Città, alle Istituzioni ed alla Stampa la nascita del nuovo organismo unitario di rappresentanza sindacale per il settore taxi fiorentino.
Esso si chiamerà UNIONE FIORENTINA TAXI e mira a configurarsi come l'organismo principale di rivendicazione, tutela e promozione dei diritti e degli interessi dei lavoratori del settore taxi.
La genesi che ha portato le quattro principali e storiche sigle sindacali del settore (per ordine alfabetico), Sitafi, Uil, Unica Cgil e Uritaxi, a questo passo, è caratterizzata dalla presa d'atto della maturazione in Italia, in Europa ed in generale nel mondo occidentale, di un pericoloso sentimento anti-sindacale ed anti-lavorista da parte delle cosiddette classi dirigenti.
In qualche modo, anche Firenze ci è parsa tutt'altro che esente dal diffondersi di questo virus, che niente di buono prospetta per il lavoro; lavoro che, non è evidentemente inutile ricordarlo, rappresenta insieme al lavoratore il perno sostanziale del nostro ordine costituzionale, visto che è il protagonista indiscusso dei primi articoli della nostra Costituzione.
In una società dove si tenta, invero con non pochi successi, di diffondere la malsana idea per cui le stelle polari a cui l'ordine politico-economico-sociale debba guardare siano consumo e consumatore (idee proprie del liberismo economico centrato sullo sfruttamento del lavoro a basso costo, le deregolamentazioni e le delocalizzazioni), avvertiamo il dovere di affermare che se non esiste – proprio come i nostri costituenti avevano compreso – la primaria tutela e promozione di lavoro e lavoratore, non può esistere alcun buon consumo e consumatore. Crediamo che a questo debba mirare l'ordine politico che ci siamo dati a livello nazionale e locale.
Le difficoltà che va incontrando il mondo del lavoro, riguardano ovviamente anche il settore taxi. Siamo di fronte ad una costante contrazione della redditività del lavoro, procurata dalla morsa della progressiva diminuzione della domanda di servizio (questo trimestre è stato segnato il record negativo) e dal continuo aumento dei costi d'impresa (ricordiamo a titolo d'esempio l'aumento del cosap del 40%, e l'aumento dell'indice dei prezzi per i trasporti del 4,1% secondo l'ultimo rapporto Confartigianato).
Tutto questo ci obbliga a superare le divergenze e le specificità – invero assolutamente minoritarie - di ogni singola sigla sindacale, ed a fare fronte comune partendo dai punti che rappresentano il nocciolo duro per ogni impresa taxi: la difesa della legalità, una viabilità sicura e snella, un costante avanzamento tecnologico del settore, la tutela dell'impresa taxi e la difesa dalla societarizzazione, il divieto del cumulo delle licenze, il contenimento del carico fiscale, l'efficiente gestione delle risorse d'impresa.
E lo facciamo costituendo un organismo che non è più solo sintesi delle organizzazioni costituenti (come era lo storico CUT) ma attraverso libere elezioni, in cui tutti i tassisti sono elettori e eleggibili, si crea uno strumento sindacale che diviene rappresentativo di tutto l’universo del tassismo fiorentino, che quindi non può essere indicato come una parzialità del settore ma diviene oggettivamente l’unico interlocutore sindacale per gli Enti locali, per le istituzioni, per altri vettori del trasporto pubblico locale.
L'industria taxi è un settore che fa gola a grossi apparati imprenditoriali oramai da qualche anno.
Proprio qui da Firenze contribuimmo più di altri a svelare il gioco che si celava dietro il tentativo di liberalizzazione dei taxi, ossia il suo progressivo trasferimento da un settore centrato su tante piccole imprese che fanno sistema grazie all'associazione cooperativistica (che ricordiamo è promossa dal nostro costituente) ad un più o meno ristretto oligopolio dei soliti gruppi finanziari nazionali ed esteri, che si stanno spartendo il paese (ed invero il pianeta) dalla metà degli anni '90, quando anche in Italia partì la sciagurata stagione delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni.
Noi, dunque, abbiamo ben chiaro chi sia il nostro nemico e come questo agisca, grazie ai suoi molteplici tentacoli:
1- la primazia della forza finanziaria;
2 - la disinformazione prodotta da taluna stampa controllata;
3 - l'asservimento di taluni politici.
Abbiamo accennato alle difficoltà che in questo momento incontra il settore ed abbiamo fatto riferimento alla morsa dell'aumento dei costi d'impresa e della contrazione della domanda di servizio.
Alla luce di ciò rinnoviamo all'Amministrazione fiorentina le nostre legittime istanze:
1 – nel 2010 l'inflazione del settore trasporti è stata del 4,1% (all'incirca il doppio di quella sui prezzi generali al consumo): il carburante ha avuto aumenti a due cifre e l'Amministrazione stessa non ci ha aiutato con quell'insensato carico come il cosap che viene a gravare su un servizio pubblico che per obbligo e non per scelta ha degli spazi di sosta. A questo proposito ricordiamo all'Amministrazione ed in particolare all'Assessorato allo sviluppo economico che è scaduto in questi giorni quell'aggiornamento Istat della tariffa (riconosciuto ad ogni lavoratore di qualsiasi settore) che da tre anni, per senso di responsabilità, la categoria tiene fermo, che non rappresenta come si è voluto vendere all'opinione pubblica un aumento della tariffa, ma un recupero in costante deficit su costi d'impresa che aumentano a velocità tripla (si rifletta appunto sul dato che per un triennio ci spetta per regolamento comunale un aumento tariffario di circa il 5%, mentre per un solo anno l'aumento dei costi di settore è stato come già detto, almeno del 4,1%).
Dunque, possiamo legittimamente porre la questione di un adeguamento in quanto la situazione dei costi sta precipitando.
Per inciso, in relazione al calo di lavoro che si sta accentuando nel primo trimestre 2011, dopo un trend di stabilizzazione – pur nel ribasso – avutosi nel 2010, ci chiediamo secondo quale raziocinio e senso del giusto, si possa minimamente pensare di ampliare ancora il numero delle aziende taxi o a modificare le ore di lavoro attualmente in essere se non nel quadro di sperimentazioni nella organizzazione del lavoro della categoria.
2 – Rinnoviamo l'attenzione sull'applicazione della normativa di settore, volta in particolare a tutelare utenti e lavoratori del trasporto locale da quelle forme di abusivismo perpetrate in modo sistematico da molti noleggi con conducente provenienti da fuori comune.
Ricordiamo casi già più volte denunciati: i noleggi con conducente devono sostare presso la propria autorimessa e non presso via Roma, via Calimala, di fronte agli hotel, alla stazione o all'aeroporto procacciando clienti in modo illegale; i noleggi con conducente, laddove siano fuori dalla propria autorimessa devono avere una specifica commessa di viaggio documentata secondo quanto previsto dalla legge quadro 21 del 1992 come rinnovata nel 2010.
Per ovviare ai fenomeni di truffa a danno dell'utenza, invitiamo ancora una volta l'Assessorato allo sviluppo economico a sensibilizzare gli albergatori per dare pubblicità alle nostre tariffe; altresì lo invitiamo ancora una volta a rendere più conoscibili le nostre tariffe soprattutto a favore dell'utenza turistica che è la più raggirabile, e nei cui confronti si gioca la grande partita dell'immagine e della credibilità della nostra industria turistica. Perchè non realizzare quello che è stato fatto ad esempio a Roma? Ci riferiamo ai totem informativi, ad un sito internet comunale che pubblicizza con precisione e trasparenza il servizio taxi, ed altro.
L'abusivismo e le truffe nel settore del trasporto persone sono fenomeni vivi e vegeti a Firenze, come ci ricorda anche la Fondazione Antonino Caponnetto, ma un muro di gomma lo nasconde con danni gravissimi per la nostra complessiva industria turistica.
Noi come settore taxi stiamo da anni lavorando su questo fronte, ma il grosso del problema, ci permettiamo di affermare con assoluta convinzione, non riguarda il settore taxi, ma altri vettori.
3 – Nel ribadire la necessità di un aumento della superficie stradale destinata a corsie preferenziali, un ringraziamento particolare e sentito va all'Assessorato alla mobilità, all'Assessore Mattei ed a tutta la sua squadra, per la competenza e l'umanità più volte dimostrate nel rivedere la viabilità cittadina.
Non sempre in questi mesi i risultati sono stati ottimali, ma questo lo imputiamo non tanto alle capacità dell'Assessorato quanto alla mastodontica difficoltà prodotta alla viabilità dalla pedonalizzazione del Duomo (positiva in sé stessa, ma con riflessi in termini di vivibilità delle aree circumnaviganti, assai deleteri per il quotidiano di tanti cittadini). Anzi, le soluzioni adottate ci hanno talvolta meravigliato per l'intelligenza e diremmo quasi la genialità.
Ci dà gioia e ci è dovuto, dunque, rendere in questa occasione pubblico merito a tutta la squadra dell'Assessorato alla mobilità.
4 – Infine, lo sviluppo dell'attività, concertato con l’Amministrazione e con l’azienda cittadina del trasporto pubblico locale è un altro spaccato delle nostre riflessioni e della nostra proposta.
Alcuni anni fa in sinergia con ATAF realizzammo una importante esperienza di servizio taxi integrato su particolari linee dell’azienda cittadina.
Perchè non pensare – anche criticamente, per migliorarla - a quella esperienza in un momento in cui il taglio delle risorse al TPL fa presagire pesanti ridimensionamenti nell’offerta di servizio da parte dell’azienda tramviaria.
Il taxi potrebbe essere sinergicamente utilizzato nelle fasce notturne, sulle linee deboli, su particolari servizi quali il trasporto ai cimiteri e alle cappelle mortuarie, od altri individuabili.
Ugualmente sono ulteriormente da sviluppare i servizi dedicati a particolari settori quali i giovani e gli anziani nonchè i portatori di handicap.
Altro tema da approfondire è il contributo che la flotta taxi può dare nell’area della ZTL.
Sono alcuni mesi che le relazioni sindacali tra la categoria e l’Amministrazione si sono raffreddate; noi non vogliamo aprire una diatriba filosofica sui metodi di confronto; a noi interessano le cose concrete, affrontare i problemi, cercare di risolverli, per il bene della Città e del servizio in modo primario, perchè il bene del lavoratore tassista è solo una proiezione di quel miglioramento.
La nascita di una nuova organizzazione unitaria rappresentativa di tutto l’universo della categoria può essere un incentivo a riaprire il confronto, un dialogo che noi auspichiamo.
E' con questo auspicio che concludiamo questa informazione ringraziando tutti gli intervenuti per l'attenzione dataci.
martedì 5 aprile 2011
TAXI: FIRENZE, NUOVO RECORDO NEGATIVO PER IL SETTORE
Firenze, 27 marzo 2010.
Dopo alcuni tenui spiragli di luce visti nel secondo semestre 2010, l'inizio del 2011 fa segnare per il settore taxi nuovi record negativi per la domanda di servizio.
Infatti, se il primo trimestre 2010 aveva portato storici record negativi, il primo trimestre 2011 segna livelli ancor più bassi di un ulteriore 3%. Ciò, anche conseguentemente al nuovo calo del turismo registrato a Firenze, è aggravato dal continuo crescere dei costi di gestione, con particolare riferimento a quello del carburante.
La categoria dopo tre anni consecutivi di crollo della domanda di servizio, richiama l'attenzione dell'Amministrazione comunale fiorentina, affinchè si adoperi per un sostegno concreto in aiuto del settore, adottando specifiche e strutturali politiche di rilancio.
L'Unione Fiorentina Taxi
martedì 30 novembre 2010
Tariffe taxi: la bomboletta fumogena di Nardella nasconde i nuovi record negativi di traffico
Ai cittadini si chiede la temperanza; agli amministratori si chiede la virtù; ed invece siamo alla volontà di potenza di Friedrich Nietzsche.
Il Vicesindaco Nardella prova a dettare l'agenda attraverso le pagine di Repubblica del sabato e della domenica (i giorni più letti) ed in tanti cadono nella trappola. Egli denuncia che i tassisti vogliono l'aumento delle tariffe. In giorni caratterizzati da un'esplosione del traffico senza precedenti, il Vicesindaco scatena una vera e propria guerra asimmetrica contro la categoria taxi: Nardella lancia il sasso, ed a ruota seguono le associazioni imprenditoriali a lui vicine. Il Presidente della Camera di Commercio di Firenze, Vasco Galgani parla di liberalizzazione del servizio. Nei giorni della crisi dell'Irlanda, la realtà più liberalizzata in Europa (insieme a Spagna e Gran Bretagna, non a caso anch'esse in piena crisi strutturale), non si capisce con quale livello di competenza si possano fare simili affermazioni.
Il pretesto dell'attacco di Nardella è rappresentato dall'ennesimo memorandum inviato all'Amministrazione, in cui si ricorda che a fine anno saranno già tre gli aggiornamenti tariffari Istat in sospeso (quattro sulle tariffe predeterminate) – non un aumento reale delle tariffe dunque, ma il parziale recupero della svalutazione reddituale generata dall'inflazione. Nardella parla di “richiesta inaccettabile in periodo di crisi”; tuttavia di questa crisi non si ricordò quando lo scorso anno le rappresentanze di categoria chiesero un alleggerimento dell'imposizione fiscale, ed invece si ritrovarono un aumento del c.o.s.a.p. del 40%. Ciò che è veramente inaccettabile è che con tanta disinvoltura si violi la legge, disconoscendo i diritti di chi lavora ed i fondamenti della rappresentanza sindacale: infatti Nardella non incontra più le rappresentanze sindacali del settore taxi, da quando si è deciso di impugnare la delibera sulle licenze “S”. Siamo a “la palla è mia e ci gioco io”, se la partita non va come ci si augura. Se cose di questo genere fossero state fatte da amministrazioni di centro-destra, si sarebbe parlato di deriva fascista.
Le problematiche che la pedonalizzazione del Duomo hanno generato alla Città, cominciano ad essere avvertite in tutta la loro portata. Purtroppo l'Amministrazione Renzi ha legato gran parte della propria immagine a questa iniziativa. Essa, per quanto bella, dopo 13 mesi di sperimentazione delle tratte dei mezzi pubblici – che doveva concludersi in 3 mesi –, è risultata di fatto non sostenibile per l'attuale livello infrastrutturale della Città. Si è riusciti con l'Amministrazione Renzi a peggiorare ciò che si pensava non peggiorabile: il traffico. La velocità commerciale è scesa a livelli record, e la fascia del traffico si è prolungata fino ad orari mai visti prima: intasamenti fino alle nove e mezza della sera. In attesa che infrastrutture come la tangenziale sotterranea nord-sud siano approvate e concluse, l'unico modo per conciliare le esigenze reali dei cittadini con quelle del turismo è una pedonalizzazione limitata alla sola giornata domenicale. Ma se l'Amministrazione farà come con il settore taxi, il problema reale verrà accantonato e sostituito da mere operazioni d'immagine.
Claudio Giudici
Presidente Uritaxi Firenze
giovedì 11 novembre 2010
Tiro al bersaglio
Ultimamente alcune rappresentanze di categoria sono uscite dal torpore che le contraddistingue e stanno continuamente attaccando e cercando di screditare Uritaxi ed in particolare Claudio Giudici. Credo, anzi sono certo, che Claudio si difenda benissimo da solo, però per ricordarlo ai più distratti volevo fare una cronostoria dell’operato di Uritaxi e di Claudio Giudici.
Come ben sapete Uritaxi nasce durante la manifestazione di Roma contro il decreto Bersani. Claudio, pur svolgendo tutt'altra attività professionale, venne invitato ad un tavolo di categoria che raccoglieva quasi tutte le principali sigle sindacali nazionali, per illustrare la sua contro-analisi allo studio-farsa della Banca d’Italia sul settore taxi. Quello studio fu determinante, nell'aggiungersi all'operato di Bittarelli e di tutti i tassisti italiani che parteciparono allo sciopero, perchè rappresentò quella base concettuale che non avevamo – altrimenti non vi sarebbe stato il bisogno di invitare Claudio a Roma – ; quello studio fu fatto girare tra giornalisti e politici, e fece cadere l'unanimità delle forze (in particolare di Rifondazione Comunista) a sostegno della liberalizzazione del settore da parte del Governo Prodi.
Veniamo adesso a quello che è stato fatto nella nostra Città:
1) Il comune di Scandicci voleva rilasciare 8 autorizzazioni ncc che avrebbero lavorato sicuramente a Firenze: grazie all’azione di Uritaxi, o meglio di Claudio, che è andato in Camera di commercio, si è fatto dare i dati sulle numerose aziende chiuse nell’ultimo biennio e li ha consegnati agli assessori del comune di Scandicci; così, le autorizzazioni ncc rilasciate sono state soltanto 2.
2) Sulle licenze “S” siamo sempre stati chiari e la nostra posizione è stata adottata da entrambe le cooperative, più per una sommossa di piazza che per condivisione della stessa.
3) Sul fronte ncc, abbiamo a livello locale ispirato la delibera comunale per la trasparenza delle tariffe (purtroppo applicata solo in piccolissima parte).
4) Sempre sul fronte ncc, avevamo ideato il “progetto internet” per aggirare la concorrenza sleale, convinto tutte le dirigenze che lo avevano votato (per ben due volte), ma poi esso si è trasformato, in una cooperativa in un piacevole sito web (ma non adatto al commercio elettronico), nell'altra cooperativa in un blog fermo al maggio scorso (!), ed un po' di soldi sprecati in pubblicità su internet.
5) Gli steward a stazione ed aeroporto, che per chi è “saggio” potevano rappresentare un modello operativo, sono invece stati immediatamente fatti saltare grazie ad ammonimenti e pretestuose polemiche, solo perché la scritta Uritaxi sulla pettorina dava fastidio o generava gelosie.
6) I risciò sono stati bloccati grazie alle nostre denunce a Comune, autorità, media, e all’azione di due nostri iscritti; oggi, grazie ad una nuova normativa di favore, ne circolano soltanto 4.
7) Le convenzioni fatte con carrozzeria, gommaio, legale e altre pronte per essere concluse.
8) La strutturazione di mezzi informativi per la categoria, come il bollettino nazionale Il Tassista e come i continui comunicati volti ad informare gli associati e la categoria.
9) Un modo trasparente di gestire il sindacato, grazie ad un costante lavoro di squadra, che prosegue l'opera iniziata da Walter Catanese: nell’ultima assemblea abbiamo presentato il bilancio e finanziato l'avvio della procedura tributario-legale per l'impugnativa del COSAP.
Sicuramente possiamo fare di più e possiamo fare di meglio; abbiamo sicuramente fatto degli errori e probabilmente ne rifaremo, tuttavia, lavorando contro-corrente sia sul fronte esterno alla categoria che su quello interno, a noi risulta difficile elogiare chi da anni vive nell’immobilismo e denigra chi ha destabilizzato degli equilibri decennali. Dimenticavo: nell’ultimo anno Uritaxi ha accresciuto del 70% i propri iscritti e questo a qualcuno dà tremendamente fastidio.
Barchielli Tiziano - Mosca 1 - Vicepresidente Uritaxi Firenze
giovedì 4 novembre 2010
Lettera al Sindaco Renzi
Firenze, 4 novembre 2010
Egr. Sindaco Renzi,
siamo ad avanzare ancora una volta una serie di richieste che riteniamo necessarie al miglioramento del servizio taxi, al rispetto della legge e dei diritti dei lavoratori.
1 – Già nel novembre 2010, dimostrammo alla Sua Amministrazione, con uno studio Uritaxi sulle tariffe, che quelle fiorentine si collocano tra quelle più basse del centro-nord Italia e che nessuna città metropolitana le è inferiore per costo finale che l'utente si trova a sostenere a parità di spazio percorso e tempo impiegato. Oggi tale studio trova conferma in due ulteriori analisi: Il costo di cittadinanza nelle città metropolitane nel 2008 e nel 2009 del Ministero allo sviluppo economico, e quello più recente dell'Adoc (27 ottobre 2010).
Anche alla luce di ciò, ci pare necessario riconoscere ai lavoratori del settore taxi l'aggiornamento Istat delle tariffe taxi ed interrompere il persistere dell'attuale stato di violazione della normativa in materia.
2 – Sollecitiamo la Sua Amministrazione a dare piena applicazione alla legge 21/92 così come innovata dall'art. 29, co. 1 quater della l. 14/2009, con particolare riferimento agli artt. 3, 5-bis, 11 co. 2, 3 e 4 e 11-bis.
3 – Visto il perdurare dei fenomeni di raggiro a danno dell'utenza, chiediamo alla Sua Amministrazione l'immediata convocazione del tavolo tra operatori del settore turistico e del trasporto persone, al fine di rendere effettiva la trasparenza delle tariffe presso tutti gli operatori interessati, così come previsto dalla mozione Pierguidi approvata in data 15 febbraio 2010 dal Consiglio comunale.
4 – Vi sollecitiamo all'individuazione di nuove corsie preferenziali specifiche per il trasporto pubblico, di cui sarebbe opportuno parlare con le nostre rappresentanze tecniche.
5 – Porgiamo preghiera affinchè si individuino sistemi di controllo delle aree di sosta taxi dall'occupazione delle vetture non autorizzate, vista la sempre più diffusa assenza di senso civico al rispetto delle stesse.
Con la speranza che possa celermente attivare i vari Assessorati coinvolti da questi punti, porgiamo distinti saluti.
Claudio Giudici - Presidente Uritaxi Firenze
lunedì 27 settembre 2010
27.09.10 - In seguito all'ultima Assemblea dei Soci Socota, mi viene richiesto da molti nostri iscritti di prendere posizione pubblica in merito agli attacchi sindacali e personali ricevuti da parte di varie rappresentanze di categoria. Non c'è niente di nuovo sotto il sole. Per quanto riguarda gli attacchi personali, già Roberto Cassigoli, leader di Unica Taxi Cgil, con lettera aperta del 9 giugno u.s. si era “interessato” a me. Ritenni inutile qualsiasi risposta pubblica, sia per una questione di merito – le questioni personali non possono riguardare organizzazioni rappresentative di interessi comuni – sia per una questione di metodo. A Cassigoli palesai personalmente, in via amichevole e confidenziale, nella sala riunioni Cotafi, insieme a Cioncolini e Catanese, l'opinione per cui una persona della sua esperienza non poteva abbandonarsi a risposte di stomaco, che l'attesa del sonno di una notte, avrebbe opportunamente evitato di render pubbliche. Evidentemente però, altri, tra cui anche suoi collaboratori, intendono ribadire quel modo di fare. Se lo reputano funzionale alla propria azione sindacale e manageriale, non spetta a me, ma ai loro associati metter bocca.
Circa invece gli attacchi ricevuti da Uritaxi, cerchiamo di essere fattivi. Noi, quando valutammo come non più funzionale al perseguimento degli interessi di categoria la nostra partecipazione al C.u.t., più che piagnucolare decidemmo di denunciare cosa non ci tornava, parlammo di “sistema” di controllo della categoria – che invero ha provato ad esercitare la sua influenza anche durante questa ultima vicenda – ed uscimmo da quell'organismo. Ora, se per questi signori il problema della categoria è Uritaxi, perchè con molteplici documenti, in modo più o meno esplicito, la nostra organizzazione è stata invitata a rientrare nel C.u.t.? Se ci sono atti da me redatti o cose da me dette che secondo loro recano danno alla categoria, invece che parlarne nelle sedi sbagliate, in mia assenza, perchè non fare un bell'incontro pubblico?
Vi dico come la vedo io: sulla spiaggia c'è una gara tra bambini a chi fa il castello più bello; dei bambini si sono accorti che il loro castello non trova grandi apprezzamenti, e piuttosto che cercare di migliorare la loro opera, si sono messi a piagnucolare ed a provare a distruggere il castello degli altri bambini, che è più apprezzato.
Mi pare doveroso intervenire anche in merito ad un documento che non mi è noto cosa contenesse e che avrebbe firmato il nostro ex consigliere Marco Mercatelli. Sia chiaro che lui stesso deve riconoscere la sua responsabilità politico-sindacale per ciò che ha fatto, tuttavia non ce la sentiamo di giudicarlo umanamente, sia per certe difficoltà personali che sta passando, sia per la capziosità dei soggetti in cui si è imbattuto. Mi chiedo perchè questo documento sia stato presentato soltanto durante un'assemblea, invece che reso pubblico prima. E' evidente che si è trattato del solito trappolotto servito solo per infangare Uritaxi ed in cui i più ingenui sono caduti. Questo è il modo di operare di certe rappresentanze; se ne sono appagati sia materialmente che moralmente, continuino pure.
La posizione di Uritaxi in merito all'Assemblea era chiara; accusarci di aver tenuto due piedi su due staffe è frutto d'ignoranza o stupidità, ed è funzionale a chi organizza i trappolotti. Esplicitai la posizione Uritaxi con documenti pubblici del 7 agosto scorso: “Uritaxi ritiene inopportuna una nuova contrattazione con i titolari di licenza S che preveda l'estensione dell'uso della radio ad 8 ore in primanza. Altrettanto però, riteniamo inopportuna qualsiasi forma di epurazione di gruppo. Tutto ciò che sta nel mezzo a questi due estremi, per noi può essere oggetto di valutazione. E' ovvio, che si tratta di questioni su cui dovranno esprimersi i corpi sociali delle cooperative”, e del 10 settembre (quasi avessimo annusato trappolotti in arrivo): “Laddove una cooperativa non abbia ancora deciso cosa fare, secondo noi è opportuno convocare quanto prima l'Assemblea dei Soci per decidere se ricorrere ad un referendum di cooperativa oppure esprimersi immediatamente durante la stessa”. A parte il grave fatto che quest'ultima opzione è stata preclusa ad un corpo sociale, alla luce di questi documenti pubblici non comprendo chi potesse esternare per Uritaxi volontà diverse rispetto a quelle rese pubbliche dal suo Presidente e decise dal suo Consiglio.
In merito al nuovo consigliere Uritaxi, Simone Fracassini (MI10), alcune precisazioni. Simone non è politicamente corretto e non parla il latino, ma ha il coraggio di compromettersi. I politicamente corretti non hanno il coraggio delle proprie idee, o non hanno idee, spesso sono subdoli e tirano pacchi. Simone in pubblico viene spesso tradito dalla propria impulsività. Egli è mesi che si impegna per il sindacato, senza mai aver chiesto un euro di rimborso. Ha strutturato le due convenzioni che io ho solo perfezionato e concluso. Senza di lui Uritaxi sarebbe quasi inesistente in Socota. Egli, pur non ritenendosi adatto al ruolo di rappresentante sindacale, ha accettato la richiesta di più diretta collaborazione che gli abbiamo avanzato, per evidenti ragioni di forza maggiore. Simone è il primo a riconoscere che in categoria ci sono persone molto preparate ed autorevoli, tuttavia questi spesso non hanno il coraggio di compromettersi e non sanno inserire il proprio ego all'interno di processi funzionali al perseguimento di interessi comuni. Quando decideranno di entrare in domini superiori rispetto a quello della mera esibizione delle proprie idee – diritto che nessuno gli nega – saranno molto più utili all'interesse comune.
Dunque, suggerisco di non fare tanto gli schizzinosi e di offrirci soluzioni concrete. Io e tutto il Consiglio siamo con Simone.
Concludendo, la valutazione complessiva di questa ultima vicenda relativa al nuovo rapporto di affiliazione è la seguente: la categoria ha dimostrato di esser composta da “uomini capaci di intendere e di volere”; essa necessita di rappresentanti non di tutori. Il rappresentante è tale solo quando manifesta la volontà del rappresentato, non quando la mistifica. Il rappresentante può suggerire, non precludere.
Claudio Giudici
Presidente Uritaxi Firenze
P.S.: non state dietro a chi vi dice che Uritaxi farebbe gli interessi della sola Cotafi. E' ovvio che certi portatori d'interesse provino ad avvantaggiarsi affermando ciò, alla luce del divide et impera. In realtà io ed Uritaxi siamo invisi alla dirigenza di entrambe le cooperative, perchè siamo pubblicamente critici sulla gestione delle stesse. Ci capiranno col tempo. Tutto ciò non toglie che senso di responsabilità ci imponga di confrontarci con tutte le rappresentanze.
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