ASSURDO FAR PAGARE IL CANONE DI OCCUPAZIONE DI SUOLO PUBBLICO PER LE AREE DI SOSTA DEI TAXI
Pur considerando il ruolo delle associazioni dei consumatori, funzionale al progressivo processo di distruzione del mondo del lavoro - misurazione dei processi economici in termini finanziari piuttosto che in termini fisico-economici, implicito sfruttamento del lavoro a basso costo, comparazione semplicistica tra realtà non comparabili (paesi industrializzati, in via di sviluppo, del terzo mondo), ecc. - , così come va manifestandosi in modo sempre più manifesto sotto il sistema della globalizzazione finanziaria, sono meritevoli di attenzione gli aspetti che il Codacons sottolinea relativamente all'assurda sottoposizione del servizio pubblico taxi a regime c.o.s.a.p.
Infatti, il Codacons critica fortemente il Comune di Firenze, responsabile di far pagare ai tassisti della città il canone di occupazione di suolo pubblico per le aree di sosta taxi.
"Si tratta di un paradosso assurdo, che danneggia sia i tassisti, sia gli utenti che i turisti - spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - far pagare la Cosap ai taxi (situazione che non si verifica ad esempio a Roma) è come far pagare alle aziende dei trasporti pubblici la presenza delle fermate dei bus sul suolo pubblico. Si tratta, infatti - prosegue Rienzi - di un servizio pubblico, e non di un servizio privato, motivo per il quale non è possibilie far pagare ai tassisti tale canone.
Inoltre - conclude l'associazione - l'esistenza della Cosap a danno delle auto bianche fiorentine rischia di far incrementare le tariffe, caricando sugli utenti finali il costo di questa tassa; senza contare che la presenza di taxi presenta vantaggi anche sul piano ambientale, riducendo il numero di vetture private sulle strade".
Il Direttivo Uritaxi Firenze
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giovedì 20 maggio 2010
mercoledì 3 marzo 2010
Cosap a Firenze: provando a battere ogni record!
Rileviamo dai giornali locali che il contributo per l'occupazione del suolo pubblico gravante sulle categorie commerciali e di pubblico servizio, subirà aumenti tra il 30% ed il 170%.
E' paradossale rilevare che in una fase di crisi economica come l'attuale, gli oneri gravanti sulle aziende – prevalentemente espressione della piccola impresa – vengano aumentati piuttosto che diminuiti. Se il Governo ha dato qualche aiuto al tessuto imprenditoriale, nonostante la gravosità del debito pubblico italiano, l'Amministrazione fiorentina pare intenzionata ad andare in tutt'altra direzione.
Nello specifico è interessante rilevare come la C.o.s.a.p. applicata a Firenze fosse già tra le più esose d'Italia.
La tabella sotto renderà chiara la situazione.
Banchetto di vendita di specialità tipiche non alimentari di dimensione 2 mq:
In merito al settore taxi, città come Milano, Roma e Torino non caricano questo servizio pubblico con oneri relativi all'occupazione del suolo pubblico. Per di più, posteggi come quello di via il Prato, via Pio Fedi, piazza Beccaria, via di Novoli, piazza delle Cure, piazzale Donatello, piazza Santa Maria Soprarno, via Calatafimi, le stazioni di Campo di Marte e Rifredi, piazza San Giovanni, piazza Pitti, piazza Giorgini, piazza Indipendenza, piazza della Libertà, piazzale Michelangelo, piazza Pier Vettori e piazza Starnina, sono sistematicamente occupati da mezzi non autorizzati.
Tuttavia, a parte le specificità del settore taxi, la valutazione di fondo resta quella fatta all'inizio: in una fase di contrazione della redditività economica sul fronte delle entrate, stringere la morsa aumentando i costi amministrativi di gestione d'impresa, è una scelta paradossale e profondamente sbagliata.
Ufficio Studi Uritaxi
E' paradossale rilevare che in una fase di crisi economica come l'attuale, gli oneri gravanti sulle aziende – prevalentemente espressione della piccola impresa – vengano aumentati piuttosto che diminuiti. Se il Governo ha dato qualche aiuto al tessuto imprenditoriale, nonostante la gravosità del debito pubblico italiano, l'Amministrazione fiorentina pare intenzionata ad andare in tutt'altra direzione.
Nello specifico è interessante rilevare come la C.o.s.a.p. applicata a Firenze fosse già tra le più esose d'Italia.
La tabella sotto renderà chiara la situazione.
Banchetto di vendita di specialità tipiche non alimentari di dimensione 2 mq:
- Firenze (Piazza S. Maria Novella) 1.223,56 euro annui
- Torino (Piazza San Carlo) 689,12 euro annui
- Bologna (Piazza Maggiore) 429,52 euro annui
- Roma (Piazza Navona – Piazza del Popolo) 377,82 euro annui
- Napoli (Piazza del Plebiscito) 237,56 euro annui
- Milano (Piazza Duomo) 223,42 euro annui
- Siena (Piazza del Campo) 197,80 euro annui
- Padova (Piazza delle Erbe) 150,02 euro annui
- Venezia (Piazza San Marco) 111,82 euro annui
- Bari (Piazza del Ferrarese) 92,96 euro annui
- Palermo (Piazza Castelnuovo) 87,80 euro annui
- Venezia (Piazza San Marco) 2.186,06 euro annui
- Firenze (Piazza S. Maria Novella) 1.934,50 euro annui
- Bologna (Piazza Maggiore) 1.073,80 euro annui
- Roma (Piazza Navona) 1.062,63 euro annui
- Torino (Piazza San Carlo) 969,94 euro annui
- Padova (Piazza delle Erbe) 625,09 euro annui
- Napoli (Piazza del Plebiscito) 593,90 euro annui
- Milano (Piazza Duomo) 558,54 euro annui
- Siena (Piazza del Campo) 272,43 euro annui
- Bari (Piazza del Ferrarese) 232,41 euro annui
- Palermo (Piazza del Castelnuovo) 219,50 euro annui
Fonte: elaborazione Cesdoc su dati uffici tributi e regolamenti comunali 2009.
Se questi sono i dati comparabili a livello nazionale, il punto non è allora quello per cui le categorie produttive devono avere il coraggio di dichiarare quanto guadagnano. In merito al settore taxi, città come Milano, Roma e Torino non caricano questo servizio pubblico con oneri relativi all'occupazione del suolo pubblico. Per di più, posteggi come quello di via il Prato, via Pio Fedi, piazza Beccaria, via di Novoli, piazza delle Cure, piazzale Donatello, piazza Santa Maria Soprarno, via Calatafimi, le stazioni di Campo di Marte e Rifredi, piazza San Giovanni, piazza Pitti, piazza Giorgini, piazza Indipendenza, piazza della Libertà, piazzale Michelangelo, piazza Pier Vettori e piazza Starnina, sono sistematicamente occupati da mezzi non autorizzati.
Tuttavia, a parte le specificità del settore taxi, la valutazione di fondo resta quella fatta all'inizio: in una fase di contrazione della redditività economica sul fronte delle entrate, stringere la morsa aumentando i costi amministrativi di gestione d'impresa, è una scelta paradossale e profondamente sbagliata.
Ufficio Studi Uritaxi
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